COMUNICATO STAMPA
Nobel per la Pace: Avvenire corregge il tiro sull’appello. Europa Radicale: «I diritti umani non hanno confini»
Nota di Igor Boni e Federica Valcauda:
Ci sono due modi per valutare l’efficacia di una battaglia politica: quando una proposta viene pubblicata, oppure quando chi prova a ignorarla è costretto a correggere la rotta a pagina intera. È ciò che è accaduto a seguito della lettera aperta inviata da Europa Radicale al quotidiano Avvenire per contestare la selettività della petizione sul Premio Nobel per la Pace, inizialmente rivolta ai soli bambini di Gaza: https://europaradicale.eu/lettera-al-direttore-di-avvenire-la-pace-non-fa-distinzioni-la-difesa-dellinfanzia-riguarda-tutti-i-bambini/ .
La difesa dell’infanzia e la ricerca della pace non possono seguire doppi standard geopolitici: un bambino è un bambino a Gaza come a Kyiv, nei kibbutz o nei teatri di guerra dimenticati del mondo.
Nonostante la mancata pubblicazione della lettera, l’edizione del quotidiano ha dovuto prendere atto del rilievo e allargare il frame dell’iniziativa, compiendo un passo indietro sulla parzialità dell’appello originario. L’intera pagina del giornale risulta strutturata proprio attorno alle obiezioni sollevate da Europa Radicale. L’apertura del giornale rettifica l’impostazione iniziale, precisando che la proposta “non riguarda solo i bambini di Gaza, ma il diritto alla memoria per i bambini di tutto il mondo”. Maurizio Lupi fa propria la tesi dell’universalità intitolando il suo intervento “Nobel ai bambini di ogni conflitto”, citando esplicitamente le vittime ucraine e quelle del 7 ottobre. Nicola Fratoianni è costretto a difendersi sulla medesima obiezione, precisando affannosamente che “i bambini della Striscia rappresentano anche gli altri”.
«Abbiamo costretto la politica e la stampa a riconoscere che la tutela dell’infanzia non ha confini», si legge nella nota di Europa Radicale. «Resta l’inconsistenza di fondo di un appello simbolico rivolto a soggetti che per statuto non possono ricevere il Premio Nobel — riservato solo a persone fisiche o organizzazioni — ma il dato politico è chiaro: la coerenza e il rifiuto dei doppi standard hanno orientato il dibattito pubblico».
