Dichiarazione congiunta di Blanca Briceno (Co-fondatrice di AiresVen) e Igor Boni (Presidente di Europa Radicale):

“Dal 2014 affermiamo che in Venezuela c’è una “Guerra ai civili”, oggi tutto questo si aggrava in moto esponenziale dopo il terribile terremoto del 26 giugno scorso.
L’arresto di Maduro da parte degli USA e la sua sostituzione con la vicepresidente Delcy Rodrìguez ha significato solo una staffetta all’interno del regime, non certo l’avvio di un processo di transizione verso la democrazia.
In questa situazione politica i due terremoti di alta intensità sono stati un vero e proprio “Cigno nero”: hanno portato il Paese al totale collasso con intere aree devastate, decine di migliaia di persone disperse, decine di migliaia di morti e feriti.
Il regime ha reagito con il blocco degli aiuti internazionali, militarizzazione delle zone colpite per impedire ai civili di esercitare la loro solidarietà con istituzione di aree militari impenetrabili – come in certe zone vicine a Caracas – dove è stato impedito l’arrivo dell’acqua, di medicine, soccorsi e alimenti, centralizzazione degli aiuti umanitari che arrivavano agli organi di partito; saccheggi da parte della polizia che opera sotto la direzione diretta del ministro degli interni; sequestro di bambini rimasti soli nei rifugi; censura di guerra con azioni contro i giornalisti e interpreti con minacce e repressione.
Prosegue così il lento sterminio del popolo venezuelano nel disinteresse della comunità internazionale. Il sisma è anche sisma politico: una devastazione con danni tra i 12 e i 15 mila milioni di dollari porta un paese già fallito a confrontarsi senza finzioni possibili con le menzogne strutturali di una narco-tirannide che non è mai stata in grado di affrontare alcun tipo di emergenza.
Confermiamo la piena applicabilità dell’art. 7 dello Statuto di Roma sui crimini contro l’umanità e respingiamo le dichiarazioni dell’incaricato USA John Barret che coprono i crimini. La strada da percorrere è quella della totale defenestrazione del regime e di un giusto processo per tutti coloro che hanno contribuito a portare a compimento l’unico progetto in atto: la distruzione del paese in onore della corruzione e di torbide ideologie totalitarie.
Di fronte a tutto questo noi non ci arrendiamo: Viva Venezuela libre, democràtica y consciente!”

Foto scattata venerdì 3 luglio nell’area di Caraballeda, La Guaira. Keystone