A un mese esatto da termine per presentare richiesta, Ministero Interno ha finalmente pubblicato fac simile richiesta… ma ben nascosto. Governo nega diritto conoscenza sia su nuove possibilità di voto sia su contenuto dei cinque referendum.

Giulio Manfredi e Federica Valcauda (Europa Radicale):

Due settimane fa il governo ha emanato il decreto legge 19 marzo 2025, n. 27, che, all’articolo 2, prevede, per la prima volta in Italia, che: “In occasione delle consultazioni referendarie relative all’ anno 2025 (8 e 9 giugno, ndr), gli elettori che per motivi di studio, lavoro o cure mediche sono temporaneamente domiciliati, per un periodo di almeno tre mesi, nel quale ricade la data di svolgimento delle predette consultazioni referendarie, in un comune situato in una provincia diversa da quella in cui si trova il comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, di seguito denominati elettori fuori sede, possono esercitare il diritto di voto con le modalità previste dal presente articolo. Gli elettori fuori sede possono presentare personalmente, tramite persona delegata o mediante l’utilizzo di strumenti telematici, domanda al comune ove sono temporaneamente domiciliati per l’ammissione al voto nel medesimo comune. La domanda e’ presentata almeno trentacinque giorni prima della data prevista per lo svolgimento della consultazione ed e’ revocabile, con le stesse forme previste dal primo periodo, entro il venticinquesimo giorno antecedente la medesima data. Alla domanda presentata ai sensi del comma 2, nella quale devono essere indicati l’indirizzo completo del temporaneo domicilio e, ove possibile, un recapito di posta elettronica, sono allegati copia di un documento di riconoscimento in corso di validità e della tessera elettorale personale nonché la certificazione o altra documentazione attestante la condizione di elettore fuori sede secondo quanto previsto dal comma 1.”

Dunque, chi si trova nelle condizioni previste (stiamo parlando di quasi cinque milioni di elettori) deve fare apposita richiesta al comune dove è temporaneamente domiciliato entro il 4 maggio 2025. Il problema è che nessuno lo sa e che le istituzioni preposte ad assicurare il diritto alla conoscenza dei cittadini sono latitanti. Un solo esempio: nel sito del Ministero dell’Interno, competente per elezioni e referendum, solo da ieri è stato creato un apposito banner su “Amministrative e referendum” ma la parte inerente ai referendum è composta da tre righe e non c’è un link diretto al fac simile di richiesta dell’avente diritto al Comune di temporaneo domicilio (vedi primo link in calce comunicato). Passano i governi ma la regola, tanto ferrea quanto sottaciuta, è sempre quella: scoraggiare al massimo il voto dei cittadini sui referendum, collocando le date del voto in periodo ormai estivo, negando adeguati spazi di informazione ai comitati promotori (che sono “poteri dello Stato”) e negando le informazioni ai milioni di italiani che, per la prima volta, potrebbero votare fuori sede. Premier Meloni, ministro Piantedosi, nulla da dichiarare e da fare?

https://dait.interno.gov.it/documenti/circ-dait-020-servelet-01-04-2025-All.%201-domanda%20editabile.pdf https://www.interno.gov.it/it/speciali/elezioni-2025 https://dait.interno.gov.it/documenti/circ-dait-020-servelet-01-04-2025_0.pdf