Igor Boni e Federica Valcauda (Europa Radicale):
Chiediamo alla premier Giorgia Meloni di associarsi alla richiesta ai vertici dell’Unione Europea del cancelliere tedesco Friedrich Merz di applicare all’Ucraina lo status di “membro associato” dell’Unione Europea, come primo passo della molto lunga e complessa procedura di adesione.
Ci teniamo a rimarcare un aspetto cruciale della proposta di Merz: l’estensione a Kiyv dell’articolo 42.7, del Trattato sull’Unione europea, ovvero la clausola di mutua difesa, “al fine di creare una garanzia di sicurezza sostanziale”.
Si tratterebbe di formalizzare una collaborazione militare già in atto, che ha portato il governo di Kyiv a fornire il suo “know how” a industrie presenti nell’Unione Europea per la realizzazione di droni e sistemi di difesa. Una collaborazione che deve essere implementata; la tanto tragica quanto preziosa esperienza tecnologica militare maturata dall’Ucraina in 12 anni di guerra (soprattutto negli ultimi quattro di invasione su larga scala) è stata utile, addirittura, ad Arabia Saudia, Emirati e Qatar per difendersi dagli attacchi iraniani (supportati dalla Federazione Russa).
A maggior ragione, il complesso militare industriale ucraino deve essere integrato con quelli degli Stati dell’Unione Europea, per garantire a tutti la difesa dalla minaccia russa.
Va in questa direzione l’appello lanciato nei giorni scorsi da Europa Radicale per “Superare il diritto di veto. Proteggere i cieli dell’Ucraina. Costruire la difesa comune europea”.
Invitiamo i cittadini europei a sottoscriverlo: https://europaradicale.eu/per-uneuropa-capace-di-difendere-la-liberta/
