Igor Boni ed Federica Valcauda (Europa Radicale):
L’aggressione su larga scala all’Ucraina da parte della Federazione Russa (sedicente “operazione militare speciale”) inizio’ il 24 febbraio 2022; sono passati da allora 1.420 giorni.
1.418 invece sono stati i giorni intercorrenti fra il 22 giugno 1941 (aggressione della Germania nazista all’Unione Sovietica) e il 9 maggio 1945 (fine della seconda guerra mondiale, con la sconfitta del nazifascismo).
Grazie all’ingente aiuto degli Alleati, Stalin riuscì a sconfiggere Hitler e ad arrivare a Berlino.
Grazie anche all’aiuto finanziario e militare delle democrazie occidentali e, soprattutto, all’eroica Resistenza del popolo ucraino, Putin non è riuscito, nello stesso lasso di tempo, ad occupare nemmeno l’intero Donbas ucraino.
Leggiamo che anche nella Russia completamente anestetizzata dalla propaganda putiniana qualcuno osa riflettere pubblicamente sul milione di russi (ma anche di africani, cubani, nordcoreani) massacrati in questi quattro anni per i sogni di gloria del Cremlino, per l’ultima guerra coloniale nell’Europa del XXI secolo.
Speriamo che il prossimo anniversario del 24 febbraio serva a rinforzare la coalizione a sostegno dell’Ucraina, che deve trasformarsi al più presto possibile in una vera e propria “Organizzazione mondiale delle democrazie”, contrapposta all’Asse già esistente ed operante delle autocrazie (Cina, Russia, Iran, Corea del Nord).
Anche per questo tanti militanti di Europa Radicale saranno ad Odessa il 24 febbraio 2026.
Infine, ci teniamo a segnalare il docufilm “Putin. Anatomia di uno zar”, a cura di Ezio Mauro, andato in onda ieri sera in prima serata su La7. Abbiamo dovuto aspettare l’anniversario del quarto anno di guerra per vedere raccontato, in modo comprensibile a tutti, su una rete privata, il percorso umano e politico di Vladimir Putin. Speriamo che altri media italiani seguano l’esempio.
