Ieri a Parigi l’Ucraina e nove paesi europei (Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito) hanno deciso di creare una “Coalizione integrata contro i missili balistici” per proteggere l’intero continente, utilizzando anche l’esperienza accumulata da Kyiv durante oltre quattro anni di guerra contro la Russia (il missile intercettore ucraino “FP-7.x” costa circa 700.000 euro mentre un missile USA “Patriot” costa circa 4 milioni di euro). Non è stato indicato un calendario per la realizzazione del programma. Restano da definire anche la struttura operativa, le risorse che ciascun paese dovrà mettere a disposizione, i sistemi che saranno integrati e i rapporti con gli apparati di difesa già presenti in Europa.

Giulio Manfredi e Federica Valcauda (Europa Radicale):


“Da mesi Europa Radicale ha lanciato un appello online (https://europaradicale.eu/scudo-protettivo-ucraina/) “per uno scudo protettivo sui cieli dell’Ucraina e per l’Ucraina nella UE”. Finalmente ieri a Parigi c’è stato il primo passo del network di imprese europee ed ucraine che sappiano sviluppare un sistema di difesa a protezione non solo dell’Ucraina ma di tutta l’Unione Europea. Due cose teniamo a sottolineare: la prima è che ormai l’Ucraina è parte del sistema difensivo europeo, dopo avere fornito assistenza militare ai Paesi arabi sotto attacco iraniano (coadiuvato da Mosca); la seconda è il fattore tempo: l’Ucraina deve essere dotata di uno scudo protettivo adeguato entro pochi mesi, per reggere la nuova campagna terroristica che Putin scatenerà nei prossimi mesi invernali contro la popolazione civile ucraina.
Invitiamo i cittadini a continuare a sottoscrivere e a diffondere il nostro appello, per non fare mancare un forte sostegno dell’opinione pubblica al network europeo-ucraino in un frangente storico che vedrà un’accelerazione della guerra ibrida russa in Europa, in vista dei cruciali appuntamenti elettorali dell’anno prossimo in Francia, Germania ed Italia.”