Nota di Igor Boni e Federica Valcauda:
Accogliamo con favore lo sblocco dell’apertura del primo cluster negoziale per l’adesione all’Unione europea di Ucraina e Moldova.
È una decisione importante, che rafforza la prospettiva europea di due Paesi che hanno scelto di legare il proprio futuro ai valori della democrazia, dello Stato di diritto e della libertà.
Ma il vero scandalo non è che il veto ungherese sia stato ritirato. Il vero scandalo è che abbia potuto bloccare per anni una decisione strategica dell’Unione europea, l’adesione di questi due paesi sarebbe stata meno complessa senza il veto di un Paese.
Non è accettabile che il futuro politico di oltre 450 milioni di cittadini europei possa dipendere dalla volontà di un singolo governo nazionale. Un’Europa costretta all’unanimità sulle questioni fondamentali resta vulnerabile ai ricatti, ai calcoli di politica interna e alle paralisi decisionali che ne compromettono la credibilità internazionale.
La vicenda di Ucraina e Moldova dimostra ancora una volta che il diritto di veto è incompatibile con l’ambizione di costruire un’Europa capace di agire come soggetto politico unitario. Se vogliamo che l’Unione sia all’altezza delle sfide del nostro tempo, dobbiamo avere il coraggio di completare il processo di integrazione politica europea.
Per questo Europa Radicale rilancia la necessità di una riforma dei Trattati che superi il principio dell’unanimità nelle decisioni strategiche dell’Unione, a partire dall’allargamento, dalla politica estera e dalla sicurezza comune.
Le decisioni europee devono essere assunte secondo regole democratiche, attraverso maggioranze qualificate e istituzioni europee pienamente responsabili davanti ai cittadini.
