Iniziativa radicale nonviolenta per il ritiro delle onorificenze italiane a gerarchi russi, in particolare al Portavoce della Federazione Russa e di Vladimir Putin, Dimitry Peskov: sciopero della fame e invio di lettere al Presidente Meloni

Alla iniziativa di sciopero della fame lanciata dalla mezzanotte del 27 febbraio dai radicali Igor Boni e Silvja Manzi, per chiedere che le onorificenze a Dimitry Peskov e agli altri notabili del Cremlino vengano revocate, hanno finora aderito oltre 30 persone – cittadini italiani, russi e ucraini – che si stanno alternando, giorno dopo giorno.
Oggi 29 febbraio, oltre a Boni e Manzi sono in sciopero della fame: Davide Argento, Nataliya Basarab, Elisabetta Bavasso, Gabriella Capecchi, Norberto Capriolo, Tatiana Litvinova, Domenico Morra, Gulnara Muklametchina, Alfredo Nazzaro, Giulia Nicotra, Antonella Nobile.

Oltre lo sciopero della fame l’azione nonviolenta si è arricchita di un ulteriore strumento, quello dell’invio massivo di e-mail alla presidente Giorgia Meloni con la richiesta di attivare le procedure di revoca delle onorificenze. Decine di attivisti hanno da oggi cominciato a inviare il sergente testo e l’iniziativa proseguirà nei prossimi giorni:

Oggetto: Il Governo revochi l’onorificenza a Peskov

Alla Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni
Al Cerimoniale di Stato e per le onorificenze

Gentile Presidente del Consiglio,

Le chiedo di attivare le procedure per la revoca della prestigiosa onorificenza al portavoce di Vladimir Putin e della Federazione Russa, Dmitry Peskov, che dal 2017 si fregia della medaglia di “Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.
Un’onorificenza che non solo è immeritata ma che è un vero e proprio insulto ai nostri valori democratici, dal momento che Peskov ogni giorno, da oltre due anni, giustifica e sostiene la criminale e terroristica guerra ai civili, che la Russia ha portato nel cuore dell’Europa, in Ucraina, provocando morte e distruzione, e ne difende davanti al mondo intero la legittimità.
Ulteriori ritardi nella revoca dell’onorificenza non possono che screditare agli occhi del mondo il nostro Paese. Per questo Le chiedo di avviare la procedura prevista dall’art. 5 della Legge 3 marzo 1951, n. 178, e con questo obiettivo, insieme a molti cittadini italiani, ucraini e russi, sostengo l’iniziativa nonviolenta di sciopero della fame avviata da Igor Boni e Silvja Manzi, quale strumento di dialogo con le Istituzioni.

Cordialmente.

(FIRMA)