Durante le manifestazioni per lo sciopero generale del 30 ottobre, al corteo di Roma e al Campus Einaudi di Torino erano presenti le telecamere di RT (Russia Today) e il collaboratore dell’emittente Dmitrij Khrustalev. Il materiale è stato diffuso sul canale Telegram ufficiale di RT Doc: in base alla didascalia, si tratterebbe di riprese per un nuovo documentario sulle proteste in Europa.
Dichiarazione di Laura Botti e Giulio Manfredi (Europa Radicale):
“Il progetto di RT va letto nel quadro della guerra ibrida del Cremlino: usare le piazze democratiche europee come materiale per una narrazione anti-occidentale, per screditare le nostre istituzioni. A Mosca non interessano né le idee né le richieste portate in queste piazze. Interessa invece amplificare il malcontento e ripulire la propria immagine, attribuendo per contrasto all’Europa un’immagine di decadenza e degrado, sempre con lo scopo di annacquare la gravità dell’aggressione criminale all’Ucraina. Manifestare è un diritto e una forza delle democrazie. E’ proprio nelle piazze e nelle strade delle città europee che i cittadini possono esprimere liberamente il dissenso, mentre nella Federazione Russa di Putin questo viene represso nel sangue.
RT è un ente sanzionato dall’UE e la diffusione dei suoi prodotti è vietata in base al Regolamento Europeo 350/2022. Rimanere silenti davanti alla presenza delle sue telecamere e dei suoi operatori sul nostro territorio significa abbassare le difese verso una macchina propagandistica che agisce in modo coordinato in Europa e soprattutto in Italia, attuando ripetuti tentativi di normalizzazione della propria attività in modo da infiltrarsi in ogni interstizio disponibile e quindi aggirare le norme europee.
La nostra risposta deve essere intransigente. Per questo chiediamo che il Parlamento italiano discuta e approvi la PDL n. 3009 (primi firmatari i deputati Federica Onori e Matteo Richetti) per l’attuazione reale in Italia del divieto di propaganda putiniana previsto dal Regolamento Europeo n. 350/2022. Le violazioni da noi accertate di tale Regolamento, rimaste impunite, sono ad oggi ben 229 (e il numero è sottostimato). Siamo il ventre molle dell’Unione Europea.”
Link al dossier Peste Putiniana di Europa Radicale: europaradicale.eu
