Il nostro decalogo contro le balle.

Siamo verso la fine della peggiore campagna elettorale referendaria che ricordi il nostro Paese. La stragrande maggioranza di quel che si sente e si legge, da una parte e dall’altra, non ha nulla a che vedere con il quesito referendario, con il testo della riforma.
Ecco il decalogo di Europa Radicale che smonta le falsità propagandate da chi invita a votare NO adducendo motivazioni completamente avulse da qualsiasi realtà di merito. In nome dell’einaudiano motto “conoscere per deliberare” proponiamo le nostre risposte a 10 affermazioni palesemente false o senza alcuna attinenza con il testo della riforma.

1 – “Con la riforma i politici vogliono controllare le decisioni dei magistrati” oppure “La politica vuole controllare la giustizia”. 
La prima frase scritta a caratteri cubitali sui manifesti dell’ANM, la seconda è slogan del Movimento 5stelle; frasi ripetute in ogni dove che sono completamente e palesemente FALSE. Sono ennesime bufale che puntano alla pancia dell’elettorato e non alla testa. Da nessuna parte si evince questa volontà e questo esito, dato che all’art. 104 è chiaramente scritto che “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” e che nei due CSM previsti la proporzione tra magistrati (sorteggiati) e “professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio” (sorteggiati da un elenco redatto dal Parlamento) è esattamente la stessa di oggi.
VOTA SÌ.

2 – “Con il SÌ vincono i pieni poteri”. 
Slogan che si legge sui volantini di AVS che, di nuovo, NON HA ALCUN LEGAME CON LA REALTA’ della riforma che non concede pieni poteri a nessuno ma semplicemente e logicamente pone il giudice in posizione terza e finalmente sullo stesso piano accusa e difesa.
VOTA SÌ.

3 – “La riforma della giustizia favorisce i ricchi contro i poveri” oppure “Una giustizia debole con i forti e forte con i deboli”.
Becera propaganda. La realtà è che avere sullo stesso piano accusa e difesa e un giudice terzo (come prescrive l’art. 111 della nostra Costituzione) FAVORISCE TUTTI, poveri e ricchi, indagati e giudici, PM e avvocati. È una riforma di trasparenza e di ragionevolezza e non c’è nulla che faccia giungere a quelle conclusioni!
VOTA SÌ.

4 – “Chi vota SÌ è fascista o comunque sostiene una riforma di stampo fascista”. 
Ormai tristemente celebre una card del PD dove si associava il SÌ ai fascisti. Peccato che la realtà sia opposta dato che L’UNIONE DELE CARRIERE FU REALIZZATA DAL REGIME FASCISTA nel 1941 con l’obiettivo esplicito di tenere sotto controllo la magistratura da parte del regime. Votare SÌ cancella una scelta fascista, questa è la realtà.
VOTA SÌ.

5 – “La riforma non serve giacché le funzioni sono già separate”. 
Anche qui si confondono le carte in tavola. SEPARARE LE CARRIERE È BEN DI PIU’ DI SEPARATRE LE FUNZIONI; significa rompere il cordone ombelicale che oggi lega in tutti gli aspetti della carriera in magistratura PM e giudici, creando due percorsi diversi che possano finalmente consentire al giudice di essere terzo come accade in quasi tutti i Paesi d’Europa.
VOTA SÌ.

6 – “Il sorteggio è una sciagura, non consente di eleggere i migliori”. 
Chi usa questa affermazione conosce il marciume partitocratico delle correnti dentro il CSM attuale? Conosce il substrato maleodorante fatto emergere con il caso Palamara? Sa che il sorteggio è già previsto dalla nostra Costituzione per altri casi? La realtà è che il sorteggio MARGINALIZZA FINALMENTE LE CORRENTI. Rispetto alla scelta dei migliori viene da chiedersi come mai il giudice che ha condannato Enzo Tortora sia finito al CSM o come mai tra i più votati in CSM ci sia stato proprio Luca Palamara. Noi vogliamo eliminare la partitocrazia e la correntocrazia dalla magistratura.
VOTA SÌ.

7 – “Questa riforma non risolve i problemi della giustizia”. 
Certo, non li risolve perché si occupa di due specifici problemi storici della organizzazione della giustizia italiana, che vede giudici e Pubblici Ministeri avere la stessa carriera in barba alla Costituzione che vuole un giudice terzo e parti processuali sullo stesso piano e che ha un CSM invaso dalle correnti con scambi di favori e nomine documentati da decenni. È UN PASSO AVANTI FONDAMENTALE nella riforma della giustizia, necessario dal 1989 quando è entrato in vigore il “sistema accusatorio”; altri se ne dovranno compiere.
VOTA SÌ.

8 – “Come fanno i Radicali a sostenere il Governo Meloni?”. 
Non sosteniamo affatto il Governo Meloni ma non votiamo NO a prescindere dal merito della riforma. La SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI È UNA BATTAGLIA RADICALE dal 1988, Abbiamo portato per la prima volta gli italiani a votare per la separazione nel 2000 (26 anni fa!). Vinsero nettissimamente i SÌ ma non si raggiunse il quorum. Con questo referendum confermativo il quorum non c’è, a maggior ragione occorre andare a votare.
VOTA SÌ.

9 – “Meglio vivere in ordinamento nel quale il potere incontra dei limiti (e la maggioranza perciò non può tutto), solo una magistratura autonoma e indipendente può garantire il rispetto di tali limiti e dunque i diritti delle persone e la loro uguaglianza di fronte alla legge”.
Lo scrive il senatore Andrea Giorgis a sostegno del NO. Ma questa enunciazione, sulla quale siamo tutti d’accordo, COSA HA A CHE VEDERE CON IL MERITO DEL REFERENDUM? Semplicemente nulla. In nessuna parte della riforma si tolgono limiti (anzi si inseriscono freni all’occupazione politica della magistratura) e tanto meno si limita l’indipendenza o l’uguaglianza dei cittadini.
VOTA SÌ.

10 – “Nell’Alta Corte disciplinare una maggioranza politica potrebbe fare una legge secondo cui sono i suoi rappresentanti a giudicare, in maggioranza, il magistrato”.
Questa è una vera e propria BALLA scritta nero su bianco dalla CGIL. L’Alta Corte disciplinare sarà un organo autonomo, totalmente indipendente dal CSM formata in prevalenza da magistrati; l’Alta Corte garantirà l’applicazione di un sistema credibile di individuazione delle responsabilità. Oggi non è così! Dal 2017 al 2025 lo Stato ha risarcito circa 6500 casi di ingiuste detenzioni per oltre 280 milioni di euro. I dati sulla responsabilità disciplinare ci dicono che nel 2024 su 1.715 magistrati incolpati, le sanzioni effettive sono state 24. Le azioni disciplinari nei confronti dei magistrati interessati si sono concluse con 9 condanne.
VOTA SÌ.

Il risultato del referendum non avrà un effetto sul Governo Meloni, lo avrà sui cittadini: VOTA SÌ.