40 anni fa, dal “caso Tortora”, è partita la lunga battaglia radicale per la Giustizia Giusta, con il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati prima e poi le campagne per la separazione delle carriere e per la riforma del sistema elettorale del CSM, dove correnti e spartizione clientelare l’hanno fatta da padrone per decenni. – Hanno così ricordato Igor Boni e Federica Valcauda presidente e tesoriera di Europa Radicale – Ma il conservatorismo corporativo della politica e della magistratura impedì, nel 2000, la riforma, perdendo l’occasione del referendum radicale dove predominarono i SÌ alla separazione delle carriere ma non si ottenne il quorum per l’ostracismo della partitocrazia. Oggi, di nuovo, l’ideologia e l’autolesionismo hanno prevalso sulla ragionevolezza. La separazione delle carriere dei magistrati, che vige in quasi tutti i Paesi d’Europa, sarebbe stata una garanzia per ciascun cittadino che, come prevede la Costituzione, dovrebbe trovare nelle aule di giustizia un giudice terzo e parti processuali sullo stesso piano. Una garanzia per tutti sarebbe stato un CSM con partiti e correnti politiche meno influenti. Onore a noi e al drappello di liberali, liberalsocialisti e liberaldemocratici, socialisti e radicali, laici e riformatori, che hanno saputo mantenere l’attenzione sul MERITO del quesito. Una coerenza da rivendicare – concludono Igor Boni e Federica Valcauda di Europa Radicale – ma una sconfitta che è dell’intero Paese e dalla quale dobbiamo ripartire contro il bipopulismo italiano di destra e di sinistra.
