Nella sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta di Torino, martedì 17 marzo
Europa Radicale ha presentato l’aggiornamento del report “la peste putiniana” –
https://europaradicale.eu/dossier-peste-putiniana/ – in cui sono registrati, giorno per
giorno, gli eventi organizzati dai filorussi in Italia in aperta violazione del
Regolamento Europeo n. 350/2022, che vieta in tutta Europa la diffusione dei
prodotti di RT (ex Russia Today). Ha presentato i vari interventi Samuele Moccia (ccordinatore Associazione Aglietta).
Laura Botti (Europa Radicale, curatrice del report): “Il nostro è un lavoro sia di documentazione sia di contrasto, con l’invio di PEC a Sindaco/Prefetto/Questore delle città dove si svolgono gli eventi; siamo a 192 eventi registrati dal maggio 2025 al febbraio 2026; siamo riusciti a bloccarne solo 24. Torino e’ fra le città con più eventi (5, di cui 1 annullato). Tengo a precisare che non abbiamo mai chiesto di
vietare il dibattito in sé ma solo la diffusione di sedicenti “docufilm” che sono delle
vere e proprie armi utiizzate dal Cremlino per inquinare l’informazione in Occidente sulla sua guerra di aggressione all’Ucraina”.
Gianni Vernetti (giornalista, ex sottosegretario agli Esteri): “Siamo giunti al quinto anno di una guerra che è letteralmente coloniale, di stampo ottocentesco, non per nulla promossa dal nuovo zar, Vladimir Putin. E la guerra è fatta anche di disinformazione sistematica. Esistono fondi neri che finanziano i filorussi in tutta
Europa. E’ anche nato in Italia un partito politico dichiaratamente filoputiniano,
quello del generale Vannacci. Ringrazio Europa Radicale perché il suo report serve a
mettere nero su bianco la diffusione capillare del contagio della peste putiniana.”.
Igor Boni (presidente Europa Radicale): “Ci battiamo contro il Padiglione della Russia alla Biennale di Venezia per le stesse ragioni per cui abbiamo impedito l’estate scorsa il concerto di Gergeev alla Reggia di Caserta: non siamo di fronte a espressioni artistiche ma a commessi viaggiatori di Putin.
Sulla mappa della “peste putiniana”, i pallini rossi sono i 168 eventi filorussi tenutisi
regolarmente, sono i droni arrivati a bersaglio; i pallini gialli sono i 24 eventi
annullati grazie alle nostre PEC, i nostri Patriot. Ma la “peste putiniana” sono anche i
Travaglio, i Barbero, i D’Orsi, ospitati ogni sera sulle reti televisive. E Chiara
Appendino, che chiede al governo italiano di attingere nuovamente al gas russo, e’
letteralmente una “traditrice della patria”.
Per opporsi a tutto questo noi chiediamo alla Fondazione del Salone del Libro di
Torino di invitare l’Ucraina come “Paese ospite”dell’edizione 2027.
E rilanciamo i nostri appelli per uno scudo protettivo nei cieli dell’Ucraina, per
l’Ucraina nell’Unione Europea e per l’incriminazione di Putin all’Aia per i crimini di
guerra compiuti ogni giorno e ogni notte in Ucraina e non solo per la deportazione di
20.000 bambini ucraini in Russia e Bielorussia.”.
Pavel Gavrilin (Associazione dei Russi liberi in Italia e membro di giunta
Associazione radicale Adelaide Aglietta): “Sono in Italia da oltre un decennio e non
ho mai riscontrato episodi di russofobia. In libreria è possibile trovare tutti gli autori
russi, senza discriminazioni di sorta; sui social è possibile leggere e ascoltare di tutto.
Altra cosa è spacciare per libera informazione la propaganda putiniana, in qualunque
forma essa si presenti.”.
Giulio Manfredi (Europa Radicale):
“Noi radicali non siamo soli nel denunciare la guerra ibrida russa. Il 2 marzo scorso è
stato reso nota la “Relazione Intelligence 2026” dei nostri servizi di sicurezza –
https://www.sicurezzanazionale.gov.it/data/cms/posts/1163/attachments/4d8b721a-
3c8f-456c-9bce-cbe649e7522b/download?view=true – su cui si può leggere (pag. 24
e seguenti): “…Nel 2026 la Federazione Russa rappresenterà la principale minaccia
per il continente europeo.. per le sue iniziative in Italia, Mosca si avvale: degli
ambienti filo-russi e dell’associazionismo russo; di singoli soggetti di chiara postura
pro-russa, oppure di blogger/reporter, finanziati direttamente e ospitati nel territorio
russo…”.
Il nostro report poteva essere messo tranquillamente come nota a margine
della Relazione, per comprovare quanto in essa evocato. Ma di fronte a questa precisa
indicazione della minaccia russa, quale è la risposta delle istituzioni italiane?
Contrasti fra Crosetto e Mantovano sulla gestione della difesa informatica; russi
ammessi alla Paralimpiadi e alla Biennale di Venezia; incontro fra il viceministro
Cirielli e l’ambasciatore russo Paramonov, in cui non mi risulta che il primo abbia
chiesto al secondo la restituzione delle due vergognose onorificenze della Repubblica
Italiana concesse a Paramonov dai governi Conte I e Conte II (sono ancora da
revocare venti onorificenze concesse a uomini di Putin; il governo Draghi ne aveva
già revocate 14). Serve da parte del governo Meloni un’ “operazione verità” su tutti
questi fronti, per opporsi (ma davvero!) alla peste putiniana”.
Silvja Manzi (Europa Radicale):
“La guerra ibrida è una strategia non solo teorizzata ma scritta nero su bianco nel
2013 (a pochi mesi dalla prima invasione dell’Ucraina) dal Capo di Stato maggiore
delle Forze armate russe, il generale Valerij Gerasimov, in un testo che espone la
nuova dottrina militare del Cremlino, dove tra l’altro si legge:
“… Le nuove sfide fanno ripensare alle forme e ai metodi di guerra. (…) Le stesse
‘regole della guerra’ sono cambiate in modo sostanziale. È cresciuto il ruolo dei metodi non militari per raggiungere obiettivi politici e strategici, che in alcuni casi per la loro efficacia hanno notevolmente superato la forza delle armi. Il focus dei metodi di confronto utilizzati si sposta verso un uso diffuso di misure politiche, economiche, informative, umanitarie e altre misure non militari, realizzate sfruttando
le potenzialità di protesta della popolazione. Ciò si completa con i mezzi militari
occulti, tra cui la realizzazione di eventi di concorrenza informativa e le azioni delle
forze speciali. (…) Vasta diffusione hanno le azioni asimmetriche (…). Queste
includono l’uso di forze speciali e di opposizione interna per creare un fronte
permanente su tutto il territorio dello Stato nemico, nonché azioni mediatiche, le cui
forme e i cui metodi vanno sempre più perfezionandosi…”.
Era già tutto scritto, era già tutto previsto.
La versione in italiano si trova
qui: https://www.stopfake.org/it/la-dottrina-gerasimov/
Il testo originale in russo si trova qui: https://www.vpk-news.ru/articles/14632
