Nella sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta di Torino, Europa Radicale ha presentato l’aggiornamento del report “la peste putiniana”, Dossier Peste Putiniana ‣ europa radicaleeuroparadicale.eu in cui sono registrati, giorno per giorno, gli eventi organizzati dai filorussi in Italia in aperta violazione del Regolamento Europeo n. 350/2022, che vieta in tutta Europa la diffusione dei prodotti di RT (ex Russia Today).
Laura Botti (Europa Radicale, curatrice del report): “Il nostro è un lavoro sia di documentazione sia di contrasto, con l’invio di PEC a Sindaco/Prefetto/ Questore delle città dove si svolgono le violazioni: siamo a 192 eventi registrati dal maggio 2025 al febbraio 2026; siamo riusciti a bloccarne solo 24.Torino e’ fra le città con più eventi (5, di cui 1 annullato). Tengo a precisare che non abbiamo mai chiesto di vietare il dibattito in se’ ma solo la diffusione di sedicenti “docufilm” che sono delle vere e proprie armi usate per inquinare l’informazione sulla guerra di aggressione all’Ucraina”.
Gianni Vernetti (giornalista, ex sottosegretario agli Esteri): “Siamo giunti al quinto anno di una guerra che è letteralmente coloniale, di stampo ottocentesco, non per nulla promossa dal nuovo zar, Vladimir Putin. E la guerra è fatta anche di disinformazione sistematica. Esistono fondi neri che finanziano i filorussi in tutta Europa. E’ anche nato in Italia un partito politico dichiaratamente filoputiniano, quello del generale Vannacci. Grazie a Europa Radicale perché il suo report serve a mettere nero su bianco il progredire del contagio della peste putiniana.
Igor Boni (presidente Europa Radicale):
“Ci battiamo contro il Padiglione della Russia alla Biennale di Venezia per le stesse ragioni per cui abbiamo impedito l’estate scorsa il concerto di Gergeev alla Reggia di Caserta: non siamo di fronte a espressioni artistiche ma a commessi viaggiatori di Putin.
Sulla mappa della “peste putiniana”, i pallini rossi sono i 168 eventi filorussi tenutisi regolarmente, sono i droni arrivati a bersaglio; i pallini gialli sono i 24 eventi annullati grazie alle nostre PEC, i nostri Patriot. Ma la “peste putiniana” sono anche i Travaglio, i Barbero, I D’Orsi, ospitati ogni sera sulle reti televisive. E Chiara Appendino, che chiede al governo italiano di attingere nuovamente al gas russo, e’ letteralmente una “traditrice della patria”.
Per opporsi a tutto questo noi chiediamo alla Fondazione del Salone del Libro di Torino di invitare l’Ucraina come “Paese ospite” dell’edizione 2027 e rilanciamo i nostri appelli per uno scudo protettivo sull’Ucraina, per l’Ucraina nell’Unione Europea e per l’incriminazione di Putin all’Aia per i crimini di guerra compiuti ogni giorno e ogni notte in Ucraina e non solo per la deportazione di 20.000 bambini ucraini in Russia e Bielorussia.”.
Giulio Manfredi (Europa Radicale):
“Noi radicali non siamo soli nel denunciare la guerra ibrida russa. Il 2 marzo scorso è stato reso nota la “Relazione Intelligence 2026” dei nostri servizi di sicurezza, su cui si può leggere “…Nel 2026 la Federazione Russa rappresenterà la principale minaccia per il continente europeo.. per le sue iniziative in Italia, Mosca si avvale: degli ambienti filo-russi e dell’associazionismo russo; di singoli soggetti di chiara postura pro-russa, oppure di blogger/reporter, finanziati direttamente e ospitati nel territorio russo…”. Il nostro report poteva essere messo tranquillamente come nota a margine della Relazione, per evidenziare quanto in essa evocato. Ma di fronte a questa precisa indicazione della minaccia russa, qual’è la risposta delle istituzioni italiane? Contrasti fra Crosetto e Mantovano sulla gestione della difesa informatica; russi ammessi alla Paralimpiadi e alla Biennale di Venezia; incontro fra il viceministro Cirielli e l’ambasciatore russo Paramonov, in cui non mi risulta che il primo abbia chiesto al secondo la restituzione delle due vergognose onoricenze della Repubblica Italiana concesse a Paramonov dai governi Conte I e Conte II. Eh già, serve da parte del governo Meloni un’ “operazione verità” per opporsi (ma davvero!) alla peste putiniana”.
Silvja Manzi (Europa Radicale):
“La guerra ibrida è una strategia non solo teorizzata ma scritta nel 2013 (a pochi mesi dalla prima invasione dell’Ucraina) dal Capo di Stato maggiore delle Forze armate russe, il generale Valerij Gerasimov, in un testo che esponeva la nuova dottrina militare del Cremlino dove tra l’altro si legge:
«Le nuove sfide fanno ripensare alle forme e ai metodi di guerra. (…) Le stesse ‘regole della guerra’ sono cambiate in modo sostanziale. È cresciuto il ruolo dei metodi non militari per raggiungere obiettivi politici e strategici, che in alcuni casi per la loro efficacia hanno notevolmente superato la forza delle armi. Il focus dei metodi di confronto utilizzati si sposta verso un uso diffuso di misure politiche, economiche, informative, umanitarie e altre misure non militari, realizzate sfruttando le potenzialità di protesta della popolazione. Ciò si completa con i mezzi militari occulti, tra cui la realizzazione di eventi di concorrenza informativa e le azioni delle forze speciali. (…) Vasta diffusione hanno le azioni asimmetriche (…). Queste includono l’uso di forze speciali e di opposizione interna per creare un fronte permanente su tutto il territorio dello Stato nemico, nonché azioni mediatiche, le cui forme e i cui metodi vanno sempre più perfezionandosi.»
Era già tutto scritto, era già tutto previsto.
La versione in italiano si trova qui: https://www.stopfake.org/it/la-dottrina-gerasimov/
L’originale qui: http://www.vpk-news.ru/articles/14632
