di Igor Boni e Federica Valcauda
Strade, 6 ottobre 2026
Il prossimo 7 ottobre sarà il terzo anniversario della strage compiuta dall’organizzazione terroristica “Hamas” in Israele il 7 ottobre 2023, con l’uccisione di almeno 1200 civili e militari israeliani, e con il rapimento di circa 250 altri civili e militari (saranno successivamente liberati solo 168). Molte delle persone uccise o rapite furono oggetto di violenze sessuali. Si è trattato del più grande massacro di ebrei, in quanto ebrei, dai tempi della Shoah.
Sui social media è comparsa la pubblicità di un sedicente “Dibattito 3 anni di genocidio 3 anni di Resistenza” che dovrebbe tenersi mercoledì 7 ottobre 2026 al “Campus Luigi Einaudi” di Torino, alle ore 18:30. Con le stesse parole d’ordine è stato convocato un corteo per sabato 10 ottobre. La rettrice dell’Università di Torino ha preso subito pubblicamente le distanze da un evento con cui si intende giustificare, se non esaltare, un massacro intollerabile, nel nome della “Resistenza” (poveri partigiani, quanti delitti si compiono nel vostro nome!).
È utile qui ricordare che la cosiddetta “legge Mancino” (legge 25 giugno 1993, n. 205, recante “misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”), all’art. 3 così dispone: “.. Salvo che il fatto costituisca più grave reato … è punito: a) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi… omissis …”.
Siamo di fronte a un antisemitismo criminale. Gli organizzatori del sedicente dibattito “3 anni di genocidio 3 anni di Resistenza” e del corteo sono i veri guerrafondai, altro che pacifismo. Sono complici dei peggiori fondamentalisti e sono portatori di morte e di violenza.
L’Italia – e non solo l’Italia – vede crescere giorno dopo giorno rigurgiti antisemiti che devono essere respinti, senza nessuna esitazione. Rigurgiti che non possono trovare silenti Istituzioni e cittadini. Quello che più ci sta più a cuore lo ha già espresso Martin Luther King oltre sessant’anni fa: “Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, ma l’indifferenza dei buoni”.
Sempre mercoledì 7 ottobre, alle ore 20:00 (circa), si terrà un momento commemorativo, a cura dell’Associazione Italia-Israele, nella piazzetta Primo Levi, di fronte alla Sinagoga di Torino. Speriamo che tanti cittadini, di qualunque credo e opinione politica siano presenti in piazza mercoledì sera. Speriamo, in particolare, di trovare in piazza il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Di fronte a quanto è successo in Israele il 7 ottobre 2023, di fronte a un antisemitismo dilagante in tutto il mondo, occorre abbandonare qualsiasi considerazione tattica, strategica, pragmatica, e metterci la faccia.
Con questo spirito noi di Europa Radicale in piazza ci saremo e dal 14 al 17 ottobre saremo in Israele e Cisgiordania per sostenere nella campagna elettorale in corso le opposizioni al governo Netanyahu, per ribadire il pieno diritto di Israele a esistere e vivere in sicurezza e per ribadire il nostro contrasto assoluto ai fondamentalisti di Hamas, Hezbollah e dell’Iran. Questa è l’unica strada per giungere a due popoli, due stati, due democrazie. Nessuna pace è possibile senza il reciproco riconoscimento e senza la totale marginalizzazione dei fondamentalisti religiosi.
