Prosegue sul campo la missione politica di Europa Radicale in Israele e Cisgiordania. La delegazione è stata impegnata in una fitta serie di incontri con i rappresentanti della società civile, dei movimenti per i diritti e delle forze politiche d’opposizione: il movimento pacifista femminile Women Wage Peace, la rappresentanza politica araba con la Lista Adash, Roberto Della Rocca per la sinistra democratica di Meretz, e gli attivisti del partito antiproibizionista Green Leaf (Ale Yarok), da anni in prima linea per la regolamentazione della cannabis e la tutela delle libertà civili.

«Il confronto diretto con queste realtà ci ha convinto ancora più a fondo dell’urgenza inderogabile della nostra Offensiva di Pace», dichiarano Igor Boni e Federica Valcauda, Presidente e Tesoriera di Europa Radicale. «Abbiamo consegnato a ciascuno dei nostri interlocutori il documento politico della nostra iniziativa: un percorso fondato sulla laicità delle istituzioni, sulla sicurezza comune e sul reciproco riconoscimento. Continueremo a lavorare a stretto contatto con loro per costruire anche in Italia e in Europa una massa critica capace di rompere le narrazioni tossiche da curva da stadio».

Al centro dei colloqui, la necessità di sottrarre il futuro del Medio Oriente al ricatto incrociato dei fanatismi: da una parte il fondamentalismo terrorista e teocratico, dall’altra la deriva nazionalista e autoritaria che mina dall’interno lo Stato di Diritto in Israele.

«Emarginare gli estremismi attraverso il metodo rigoroso della nonviolenza resta la nostra proposta cardine», conclude la delegazione. «Non si esce dalla tragedia della guerra con la negazione dell’altro o con l’odio etnico, ma affermando la pari dignità e il diritto alla convivenza di due popoli che calpestano la stessa terra. La vera alternativa esiste già nei corpi e nelle voci di chi, ogni giorno e controcorrente, sceglie la democrazia e lo Stato di Diritto» concludono Boni e Valcauda.