“In Mali è scoppiato un conflitto, e Moussa, che ha 15 anni e ha frequentato le scuole in Italia, è bloccato a Bamako a causa di un rigido impedimento burocratico: la metratura della casa familiare nel quartiere Parella di Torino (72 metri quadrati) non è sufficiente, mancano 4 metri. Chiediamo al governo di attivarsi per concedergli un visto umanitario”. Lo dicono i senatori di Italia Viva Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, e Silvia Fregolent, vicepresidente della commissione Industria di palazzo Madama, che hanno presentato una interrogazione parlamentare ai ministri di Interno e Esteri, e Igor Boni,
“Il giovane – spiegano – è vissuto in Italia ma si trova da quattro anni in Africa per motivi familiari e personali, e ora i genitori intendono urgentemente farlo rientrare in Italia per metterlo al sicuro. Il padre del ragazzo, regolarmente impiegato e titolare di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, ha tentato di avviare l’iter per il ricongiungimento familiare. Ma, nonostante il minore si sia attivato anche in prima persona attraverso il Consolato italiano a Dakar (competente per il Mali) con il supporto di un volontario, la pratica risulta congelata da settimane. Il quindicenne – aggiungono i parlamentari Iv – è così costretto a rimanere esposto ai gravissimi rischi e alle violenze di un territorio in stato di guerra. La sua incolumità va salvaguardata, e vanno introdotti elementi di flessibilità e di bilanciamento nei requisiti di idoneità alloggiativa per i ricongiungimenti familiari in casi particolari, come i minori in situazione di pericolo”.
“Il Mali – aggiunge Igor Boni, presidente di Europa Radicale – è una delle tragedie umanitarie dimenticate del nostro tempo. La vicenda di Moussa ci costringe ad aprire gli occhi e a mobilitarci. Il Governo faccia il suo dovere e consenta al ragazzo di riabbracciare i genitori. E si apra finalmente una finestra di informazione sui massacri in atto nella capitale Bamako per tentare di aprire corridoi umanitari”.
