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    I tragici eventi delle ultime settimane in Iran hanno dimostrato senza ombra di dubbio come il regime degli Ayatollah si regga sulla violenza sistematica, sulla repressione e sui crimini contro la popolazione civile. Dopo 47 anni di dittatura teocratica, quanto accaduto nelle strade delle città iraniane rappresenta un punto di non ritorno che impone una risposta politica netta e inequivocabile.


    Il “Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica” (Pasdaran) non è una organizzazione separata dallo Stato iraniano ma un gruppo criminale pienamente integrato nel regime, responsabile della repressione interna e di attività destabilizzanti anche fuori dai confini nazionali. Continuare a ignorare questa realtà in nome della realpolitik non è più tollerabile.


    Per questo, noi sottoscritti, chiediamo che il Governo italiano assuma una posizione chiara e netta, affinché l’Italia dia il proprio assenso all’inserimento dei Pasdaran tra le organizzazioni terroristiche. Le affermazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, pronunciate lo scorso 22 gennaio in Parlamento, sono una premessa importante ma occorre passare dalle parole ai fatti.


    Un eventuale passo dell’Unione Europea in questa direzione rappresenterebbe una svolta storica, certificando la necessità di voltare pagina in Iran e sostenendo concretamente il diritto alla libertà e all’autodeterminazione degli oltre 90 milioni di cittadini iraniani.