Oggi, presso la sala Segre della Comunità ebraica di Milano, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Indossiamo la kippah”, promossa dall’Associazione Europa Radicale. Erano presenti per Europa Radicale Igor Boni, Lorenzo Strik Lievers e Carmelo Palma e per la Comunità ebraica il Vicepresidente Ilan Boni e il delegato alla comunicazione David Blei. A seguire l’appello che spiega le ragioni dell’iniziativa.
Vogliamo essere vicini agli ebrei italiani che, per il solo fatto di essere tali, rischiano ogni giorno contestazioni e aggressioni, in un clima di violenza sempre più oppressiva e incombente.
Quanto è successo il 7 ottobre 2023 e le reazioni che il più grave pogrom compiuto dalla fine della Shoah ha suscitato in tutto il mondo obbligano a prendere atto di due evidenze, che continuano a essere negate o rimosse nel dibattito pubblico, in Italia e non solo in Italia.
La prima è che fino a che la causa palestinese sarà rappresentata e utilizzata da gruppi politici e terroristici che hanno come fondamentale obiettivo la distruzione di Israele, non solo sarà perennemente in pericolo la sicurezza dello stato ebraico e l’incolumità degli israeliani, ma non sarà neppure possibile concepire una pace fondata sul principio dei “due popoli, due stati”, che implica un riconoscimento reciproco tra lo stato di Israele e quello palestinese.
La seconda evidenza è che l’antisemitismo, cioè la quotidiana imputazione agli ebrei, in quanto ebrei, di colpe e nequizie inemendabili, è tornato a essere un pregiudizio di massa, culturalmente e politicamente legittimato da istanze cosiddette “antisioniste”, cioè di contestazione non delle scelte, ma della legittimità di Israele.
Entrambe queste evidenze rimosse e negate vanno portate alla luce e contrastate con i mezzi che ciascuno ha a disposizione, a partire da quelli del dialogo, del confronto e della testimonianza.
Europa Radicale è una associazione politica che, fedele all’insegnamento di Marco Pannella, difende Israele come sola eccezione democratica nell’oceano del fanatismo mediorientale ed è consapevole che le critiche, liberamente espresse anche dentro lo stato ebraico, ai suoi governi pro tempore non vanno mai confuse con la denigrazione di Israele come stato colonialista o imperialista, o addirittura responsabile di genocidio, vale a dire l’accusa suprema con cui si manifesta il pregiudizio antisemita.
Per questa stessa ragione, a titolo di piccola testimonianza, che speriamo si allarghi anche ad altri che condividono il nostro spirito, lanciamo la campagna: “Indossiamo la kippah”.
L’invito a indossarla è ai maschi non ebrei, ovviamente, non agli ebrei, come gesto concreto di solidarietà e difesa del diritto di tutti a essere quello che si è, senza discriminazioni e senza pericoli. Diritto che per gli ebrei è sempre più concretamente in discussione e in pericolo e quindi è ancora più prezioso. Ci impegniamo a farlo con il massimo del rispetto per quanti vedono nella kippah un simbolo di appartenenza e non solo di libertà religiosa.