Intervento di Igor Boni e Marco Taradash su Il Foglio del 4 febbraio 2026

Il 24 febbraio, quarto anniversario dell’invasione su larga scala della Russia in Ucraina, saremo a manifestare ad Odessa con altri 30 guerriglieri nonviolenti di Europa Radicale.
Quale sarà l’esito della guerra che la Russia ha scatenato contro l’Ucraina è elemento cruciale per determinare il futuro dell’Europa, delle democrazie liberali, dello stato di diritto e delle libertà di tutti noi. Siamo di fronte a uno scontro senza precedenti nella storia recente, che vede una alleanza di autocrazie, dittature e teocrazie contro le nostre fragili democrazie. Uno scontro che vede da alcuni mesi gli USA di Donald Trump passare dall’altra parte della barricata, divenendo alleati del criminale Vladimir Putin.
L’Italia in questo contesto è il ventre molle d’Europa: è qui che la propaganda e la disinformatia del Cremlino conficcano le proprie radici in un terreno fertile fatto di ideologie, estremismi, antioccidentalismo, paure. La guerra ibrida ci colpisce ogni giorno senza che il nostro Paese abbia gli antidoti sufficienti a contrastarla; manca quasi del tutto la contraerea informativa.
È in questa ottica che abbiamo lanciato l’iniziativa che faremo nella bellissima città ucraina sul Mar Nero, sfidando le bombe, i missili e i droni russi. Gli obiettivi sono chiari: l’immediato ingresso dell’Ucraina nella UE, uno scudo protettivo sui cieli dell’Ucraina e il processo ai criminali di guerra di Mosca di fronte alla Corte Penale Internazionale. Il fatto che questa mobilitazione parta proprio dall’Italia è un segno importante, perché nella coalizione della maggioranza di governo e in quella principale di opposizione vi sono veri e propri complici di Putin, traditori delle speranze democratiche: la Lega ha un contratto vigente con Russia Unita (e si vede!), i 5 Stelle invocano la fine dell’aiuto militare agli Ucraini in ogni occasione.
La resistenza ucraina è resistenza europea, lo abbiamo urlato in piazza indipendenza a Kyiv lo scorso 9 maggio in occasione della giornata dell’Europa, lo grideremo il 24 febbraio 2026 a Odessa, dopo 4 anni di guerra terribile che ogni ucraino subisce anche in nostro nome.

La risposta del Direttore Claudio Cerasa:
Sarebbe bello che quel giorno, il famoso Campo largo, trovasse il tempo, il modo, il coraggio di rompere gli indugi e farsi un giro a Kyiv per ricordare perché oggi il modo migliore per essere antifascisti non è parlare dei busti del passato: è stare dalla parte dell’ucraina, contro i fascismi del presente.