Dichiarazione di Laura Botti e Igor Boni (Europa Radicale) e Oreste Gallo (Associazione Radicale Adelaide Aglietta):

“Il 21 maggio, a Torino, nella sede dell’International University College of Turin è in programma la proiezione del documentario “Biolab: la guerra biologica”, prodotto da RT – Russia Today, emittente televisiva che rilancia la propaganda di guerra del Cremlino e per questo sottoposta a sanzioni in base al Regolamento Europeo 350/2022.
Il documentario in questione propone una delle più fantasiose e palesemente false teorie elaborate da Mosca per alimentare l’idea della minaccia occidentale nei confronti della Russia: l’idea che gli Stati Uniti stiano segretamente sviluppando armi biologiche non convenzionali in laboratori in Ucraina e altrove. Il filmato è a cura di Asya Zuan: una giornalista che lavora per News Front, una testata giornalistica nata nel 2014 in Crimea dopo l’annessione illegale da parte della Federazione Russa e che da anni è classificata dall’Unione Europea come portale di disinformazione.

Ci troviamo davanti all’ennesimo tentativo di elusione del divieto di diffusione dei film di RT, un fenomeno che riguarda tutta l’Italia da più di due anni nel quasi totale silenzio delle istituzioni, come denunciamo nel nostro dossier “La Peste Putiniana” (https://europaradicale.eu/dossier-peste-putiniana/).
Torino è, insieme a Bologna, la città più colpita da questo morbo: come evidenziato nel dossier, è salito a 6 il numero di proiezioni di documentari di RT organizzate dal 2024. Di queste, due sono state annullate anche grazie al nostro intervento.
L’International University College che organizza la proiezione è diretta, tra gli altri, da Ugo Mattei, già ospite di RT a Torino nel 2025 e promotore di un altro evento presso il Campus Einaudi, poi annullato. Da notare come anche il TAR, nel respingere il ricorso di Mattei, ha sottolineato che “la Federazione Russa attua una sistemica campagna internazionale di manipolazione dei media e di distorsione dei fatti”.
Paradossale e grottesco che il documentario venga proposto nell’ambito del “Cineforum della Resistenza – Storie non raccontate”: in quale modo il rilancio della propaganda di un regime autoritario mirata a giustificare i propri crimini di guerra si può considerare un atto di resistenza? Non si tratta di storie “non raccontate”: si tratta di versioni distorte o false della realtà, costruite ad arte da un’industria della menzogna in cui il Cremlino ogni anno investe milioni di rubli e che ha come obiettivo l’opinione pubblica dei Paesi europei.
L’altro ente organizzatore è Generazioni Future – Società Cooperativa, promotrice della Commissione DuPre, anche questa coordinata da Mattei, che denuncia “un dilagante clima di russofobia”: uno dei leit motiv più pervasivi della propaganda del Cremlino.

Invitiamo i partner di International University College a prendere le distanze da queste iniziative e chiediamo a tutti i cittadini di continuare a segnalare a noi (europaradicale@gmail.com) e alle istituzioni ogni attività di disinformazione mirata all’elusione del Regolamento 350/2022 di cui sono a conoscenza.