Laura Botti, Igor Boni e Federica Valcauda (Europa Radicale):
Nel mese di maggio in Italia è stato raggiunto e superato il triste traguardo di 200 violazioni, in due anni, del Regolamento Europeo 2022/350, che vieta la diffusione sul territorio dell’UE dei film e documentari di RT (ex Russia Today), i cui contenuti ripropongono fedelmente la propaganda del Cremlino volta a guadagnare il consenso o, comunque, l’acquiescenza delle opinioni pubbliche occidentali rispetto all’invasione su larga scala dell’Ucraina.
Questi prodotti “made in Mosca” continuano a essere proiettati in luoghi sia privati che pubblici, grazie a una rete capillare di associazioni e movimenti politici manovrata e sfruttata da Vincenzo Lorusso, sedicente giornalista italiano residente nei territori ucraini occupati illegalmente, di recente diventato ufficialmente dipendente di RT.
Questi i numeri aggiornati del nostro dossier “La Peste Putiniana” (https://europaradicale.eu/dossier-peste-putiniana/) 205 eventi totali, 24 eventi annullati o modificati grazie all’intervento nostro e di altre associazioni, 13 eventi svolti in luoghi istituzionali o di proprietà pubblica. Le città maggiormente colpite dal contagio sono: Bologna (6 eventi), Torino (6), Roma (5), Genova (5), Cagliari (5), Pradamano (5). Le Regioni con il primato in classifica sono tuttora l’Emilia Romagna e la Toscana. Il conteggio degli degli organizzatori e degli ospiti che hanno preso parte a questi eventi è salito rispettivamente a 115 e a 140.
Mentre Putin continua a violare il diritto internazionale facendo strage di persone e di infrastrutture civili in Ucraina, i propagandisti al servizio del Cremlino continuano a violare il diritto europeo, facendo strage di verità. Si tratta di oltre 200 focolai di un morbo che continua a insinuarsi nei gangli della nostra democrazia per indebolire la nostra società civile e il nostro sistema democratico. Queste violazioni avvengono, tranne poche eccezioni, nel silenzio delle istituzioni, prive di un adeguato supporto normativo per neutralizzare i “missili” della guerra ibrida. Il Governo italiano, infatti, non ha mai emanato i provvedimenti necessari per sanzionare concretamente chi viola il Regolamento 350/2022. Abbiamo inviato PEC circostanziate alla premier Meloni e a ministri Piantedosi e Crosetto; nessuna risposta.
A questo punto, alla luce dell’omissione continuata ed aggravata delle istituzioni nazionali, chiediamo alla Commissione Europea di avviare, ai sensi dell’articolo 258 TFUE, la fase pre-contenziosa della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, per la mancata attuazione ed implementazione della normativa europea.
