Laura Botti, Giulio Manfredi e Federica Valcauda (Europa Radicale):
Assieme a decine di altri cittadini, avevamo inviato PEC e mail al sindaco di Udine, richiedendo all’amministrazione comunale di negare la concessione del parco comunale “Ardito Desio” per la proiezione di produzioni di Russia Today (ora RT) vietate in tutta l’Unione Europea, in qualsiasi forma e in qualsiasi contesto, da oltre tre anni (Regolamento UE 2022/350 del 1 marzo 2022, direttamente applicabile in Italia).
Ieri il sindaco di Udine ha inviato ai richiedenti filoPutin il diniego all’utilizzo del parco; da stigmatizzare il fatto che gli amici del Cremlino in Italia, prima ancora di ottenere le debite autorizzazioni, lanciano la pubblicità sui social dell’evento, per scatenare subito le polemiche ed atteggiarsi a vittime in caso di rifiuto del permesso.
I filorussi ci accusano di ledere la libertà di espressione. Noi radicali ci battiamo, come sempre, “semplicemente” (in Italia è impresa titanica) per il rispetto della legge, in questo caso sacrosanta perché, seppure con grave ritardo, tenta di porre un argine alla “guerra ibrida” che il Cremlino combatte da vent’anni nell’Unione Europea, diffondendo disinformazione e propaganda. Ricordiamo che i cittadini italiani Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi (che sarebbero dovuti intervenire da remoto all’evento di sabato) sono a libro paga di “International Reporters”, sito dei propagandisti stranieri filorussi, promosso e finanziato dal Cremlino. E all’evento vietato era previsto l’intervento da remoto della caporedattrice di RT.
D’altronde, era stata la direttrice di “Russia Today”, Margarita Simonyan, con un suo post su Telegram, a chiedere il bis della proiezione di Udine. Gli obbedienti filoputiniani friulani hanno obbedito prontamente. Ma questa volta gli è
andata male!
Speriamo che l’interrogazione presentata dall’onorevole Debora Serracchiani sulla vicenda (a partire dalla precedente proiezione a Udine dei materiali vietati, purtroppo consentita dal Prefetto di Udine) sia discussa al più presto in Parlamento e che in tale occasione vi sia una piena e convinta assunzione di responsabilità da parte del Ministro dell’Interno, con l’impegno a un’applicazione generale e rigorosa dei regolamento europeo in tutta Italia. La mobilitazione dei cittadini è importante ma è lo Stato che deve assumersi i propri compiti.