Federica Valcauda e Giulio Manfredi (Europa Radicale):

Giusti e doverosi i provvedimenti di espulsione adottati dal Ministero degli Esteri nei confronti dei due addetti militari presso l’ambasciata russa che fungevano da interlocutori e finanziatori della rete di spioni italiani venuta alla luce negli ultimi giorni.

Invitiamo il governo Meloni a continuare l’opera di pulizia, revocando le due onorificenze concesse dai governi Conte e Conte II all’attuale ambasciatore russo in Italia, Aleksej Paramonov, che da anni attacca duramente, a più riprese, sia il governo italiano sia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
E non ci sono solamente da revocare le onorificenze di Paramonov: (https://europaradicale.eu/onorificenze-italiane-a-gerarchi-del-cremlino/).

Segnaliamo che ieri l’ambasciata russa ha raggiunto il picco della vergogna; per cercare di non far parlare i media italiani delle attività di spionaggio dei suoi addetti, ha attaccato l’Ucraina accusandola di strumentalizzare, con una narrazione “fortemente emotigena” (sic), la deportazione di migliaia di bambini ucraini dei territori occupati in Russia, Bielorussia e Corea del Nord. Ricordiamo che gli stessi bambini ucraini sono stati offerti da Mosca all’Ucraina in cambio di prigionieri di guerra russi (i bambini ucraini utilizzati prima come “merce di scambio” e poi come “merce per polemica politica”…).

Infine, con ben oltre quattro anni di ritardo, il governo Meloni deve individuare le autorità competenti e il regime sanzionatorio rispetto alle violazioni del Regolamento Europeo n. 350/2022, che vieta la diffusione di materiale audiovideo, da parte di chiunque, di RT (ex Russia Today) in tutta Europa. Europa Radicale ha predisposto il Dossier “La peste putiniana”, costantemente aggiornato, con documentate ben 205 (finora) violazioni di tale Regolamento, in tutta Italia, dalla primavera del 2024 (https://europaradicale.eu/dossier-peste-putiniana/).
Chiediamo al presidente del Capasir, Lorenzo Guerini (che quando era ministro della Difesa fu attaccato duramente dall’ambasciatore Paramonov), che continua giustamente ad additare la minaccia della guerra ibrida russa, di dedicare una seduta del Copasir alla questione delle continue e aggravate violazioni del Regolamento Europeo n. 350/2022.