Esattamente un anno fa eravamo di fronte al Ministero dei trasporti per consegnare il primo dossier relativo a un solo trimestre, l’ultimo del 2024, al Ministro Salvini. Portavamo con noi il proverbiale carbone in occasione dell’Epifania, da dare nelle mani di un Ministro che tutto fa meno quel che dovrebbe fare.
La Digos ci impedì di consegnare personalmente la documentazione, che poi inviammo al Ministero ribadendo la piena disponibilità a collaborare. Come era facile prevedere nessuno ci ha contattato.
I dati che forniamo sono assolutamente unici: mai nella storia della rete dell’alta velocità italiana è stato prodotto un lavoro di queste dimensioni, un intero anno di dati analizzati, con oltre 90.000 treni, tutti quelli di Trenitalia che hanno viaggiato sulle linee AV dal 1 gennaio al 31 dicembre 2025 (Frecciarossa, Frecciabianca, Frecciargento).
In un contesto di ritardi che divengono la regola e non l’eccezione, disporre di dati affidabili e leggibili diventa essenziale per comprendere quanto, dove e come il sistema ferroviario nazionale mostri le proprie criticità, andando oltre la cronaca dei singoli episodi.
Da sottolineare un aspetto molto importante: i dati di questa analisi non sono liberamente accessibili in forma aggregata e per trasparenza dovrebbero esserlo. Ecco il primo dei nostri obiettivi: fornire le informazioni agli utenti che il ministero non vuole dare. In più i dati fanno riferimento unicamente a Trenitalia perché Italo non consente di accedere ad alcun dato affidabile, ed è un’aggravante.
Quello che emerge è che la rete ferroviaria italiana non regge e che vi sono settori, identificati con precisione nel nostro dossier, che di frequente collassano letteralmente.
Il risultato di quasi due anni di ritardo complessivo accumulato dai treni delle linee AV nell’arco di un anno non è solo una notizia ma è un’accusa, a cui il Ministro dovrebbe rispondere. Non esistono bacchette magiche ma provvedimenti, il primo dei quali per quanto ci riguarda è l’informazione corretta agli utenti.
Il danno alle casse di Trenitalia è potenzialmente rilevante dato che si stimano oltre 90 milioni di euro tra rimborsi per ritardi e per cancellazioni.
Il dossier individua le specifiche tratte e i treni con le performance peggiori, evidenziando casi in cui singole corse hanno impiegato quasi 7 ore per percorrere appena 28 chilometri.
Ma il nostro obiettivo politico non è raccontare episodi isolati dato che il problema è di tutta evidenza strutturale; con questo lavoro forniamo una base di dati solida per comprendere come i ritardi si distribuiscono nel tempo e lungo la rete, quali aree risultano più fragili e quali sono le implicazioni per i passeggeri e per il sistema nel suo complesso.
Chissà se questa volta il Ministro Salvini avrà tempo per riceverci? Il carbone che non abbiamo potuto consegnargli l’anno scorso lo abbiamo conservato apposta per lui.
Igor Boni – Presidente di Europa Radicale
ALTRAVe2025