“Mentre questa notte Kyiv veniva nuovamente devastata da un pesante bombardamento russo, in Parlamento assistiamo al solito show di Giuseppe Conte e dei 5 Stelle contro la Difesa comune europea e il piano SAFE. Parlare di ‘pace’ mentre si negano le armi a chi viene attaccato non è diplomazia: è disarmo unilaterale, è chiedere agli aggrediti di arrendersi. Senza deterrenza la diplomazia vale zero. O forse Conte punta a far rientrare in Italia le spie di Mosca?”
Così in una nota Igor Boni e Federica Valcauda, presidente e tesoriera di Europa Radicale.
“Il 24 febbraio scorso eravamo a Odesa a manifestare: abbiamo visto con i nostri occhi che gli ucraini si sentono e sono a tutti gli effetti europei. Combattono e muoiono anche per la nostra libertà. Chiamare ‘riarmo’ gli investimenti necessari nella nostra sicurezza è un’operazione demagogica e manipolatoria. Rafforzare la difesa comune serve a rendere l’Europa autonoma, a evitare gli sprechi dei singoli Paesi e a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti. Evocare ridicoli spauracchi sul ‘neonazismo’ e attaccare i partner europei per racimolare qualche voto d’opinione fa solo il gioco del Cremlino e distrugge la credibilità dell’Italia. Con Conte non ci sono mediazioni possibili, c’è la necessità di tagliare un cordone ombelicale e cancellare ambiguità.
A questo punto, sarà responsabilità politica del Partito Democratico e di Elly Schlein dimostrare di poter fare a meno di chi rema contro l’Europa” concludono Boni e Valcauda.
