Squarcione e Manzi: La Garante non si è accorta che per occuparsi di salute mentale, penitenziaria e dipendenze in Regione Piemonte c’è un solo funzionario e il settore è da 17 mesi senza dirigente.
Dichiarazione di Chiara Squarcione e Silvja Manzi, Europa Radicale:
«La Relazione illustrata oggi in Consiglio Regionale dalla Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, avvocata Monica Formaiano, rappresenta il mimino sindacale: 80 pagine rispetto alle 200 dell’ultima Relazione del precedente garante (che abbracciava 18 mesi di attività rispetto ai 5 della Formaiano); un totale di 17 visite ispettive in cinque mesi rispetto alle 71 visite compiute in 7 mesi scarsi dal precedente garante; sette pagine in totale dedicate a questioni spesse e complesse come la “salute penitenziaria”, la “salute mentale” (30 righe), le “dipendenze” (12 righe), i “suicidi in carcere” (mezza pagina).
Ma non è solo e non è tanto un problema di quantità di pagine dedicate. La Garante dei detenuti non si è accorta (e non solo lei) che il Settore “Salute mentale e penitenziaria” della Direzione Sanità della Regione Piemonte – istituito ben 17 mesi fa – ha in organico un solo dipendente (proprio così: 1) ed è ancora senza dirigente (fonte: “Report Costo del Personale – Primo semestre 2026”, pagina 45). E quel funzionario regionale deve occuparsi anche di tutta la materia delle “dipendenze” che, però, non risulta riportata né nella denominazione del Settore né nella declaratoria delle competenze del settore stesso: https://www.regione.piemonte.it/web/amministrazione/organizzazione/direzioni-settori-regionali/a1400b-sanita/a1426a-salute-mentale-penitenziaria
A meno di volere tornare indietro di 60 anni, quando i cittadini tossicodipendenti erano considerati solamente o matti o delinquenti o un mix dei due, è questo il modello di riferimento del presidente Cirio e dell’assessore Riboldi? Lo stesso assessore che, in occasione della “Giornata della salute mentale” del 10 ottobre 2025, si vantava pubblicamente del fatto che “la Regione Piemonte ha istituito il settore salute mentale, tra le prime Regioni italiane a dotarsi di un settore specifico”?
E allora, prima ancora di prendercela con la Garante Formaiano, sponsorizzata dal mai rimpianto Andrea Delmastro, dovremmo chiederci che cosa stia facendo la Regione Piemonte.
Perché è la Regione, da 25 anni, a dover garantire l’assistenza sanitaria alle persone detenute attraverso le ASL di riferimento e, più in generale, a dover assicurare un’assistenza adeguata ai cittadini – dentro e fuori dal carcere – che vivono condizioni di disagio psichico o problemi di dipendenza. E se per occuparsi di salute mentale, salute penitenziaria e dipendenze la Regione Piemonte ritiene sufficiente un solo funzionario, lasciando peraltro il settore senza dirigente per 17 mesi, allora il problema non è soltanto ciò che la Garante scrive o non scrive nella sua Relazione: il problema è che la Regione Piemonte dimostra, nei fatti, di non considerare queste questioni una priorità.»
Link alla “Relazione Garante regionale detenuti (agosto/dicembre 2025)”:
https://www.cr.piemonte.it/dwd/organismi/garante_detenuti/2026/relazione_garante_detenuti_anno_2025.pdf
