Federica Valcauda e Giulio Manfredi (Europa Radicale):

Ringraziamo Anna Zafesova de “La Stampa” per avere fatto nomi e cognomi degli esponenti del regime di Putin che gestiranno il “Padiglione Russia” alla prossima Biennale di Venezia, se, come speriamo, il Consiglio di Amministrazione della Biennale non tornerà indietro rispetto alla sua sciagurata decisione di fornire un’insperata vetrina “culturale” al regime di Putin.
Qui vogliamo segnalare un solo nome, quello di Lenoid Mikhelson, sponsor del “Padiglione Russia”, secondo uomo più ricco della Russia, sotto sanzioni occidentali per avere finanziato il reclutamento di volontari russi da inviare in Ucraina.
Ebbene – come ciascuno puo’ verificare andando sul sito del Quirinale e consultando la sessione dedicata alle “Onorificenze” – il signor Mikhelson puo’ fregiarsi di ben due onorificenze della Repubblica Italiana, concesse dal governo Letta nel 2013 e dal governo Conte II nel 2020.
In questi giorni abbiamo apprezzato la ferma posizione assunta dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, contro il ritorno dei russi di Putin in laguna. Gli chiediamo di operare affinché il governo Meloni revochi – come noi radicali chiediamo ormai da sei anni – le onorificenze sia a Mikhelson sia agli altri 18 esponenti del regime di Putin vergognosamente premiati da tutti i governi italiani succedutisi fino al 2021. Il governo Draghi, nel 2022, revocò già 14 onorificenze. Occorre completare il lavoro.