“In occasione del Giorno della Memoria, rinnoviamo il nostro impegno affinché l’antisemitismo, l’odio e ogni forma di discriminazione non trovino più spazio nelle nostre società. Ricordare la Shoah non è soltanto un atto di commemorazione, ma una responsabilità civile e politica che riguarda il presente e il futuro delle nostre democrazie” affermano Igor Boni e Federica Valcauda di Europa Radicale.
Nel 2025 sono stati 957 i casi di antisemitismo in Italia, secondo il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. L’incremento non è stato solo quantitativo, ma si rileva un aumento rispetto alla gravità degli episodi agiti.

Per questo, sabato 8 febbraio a Milano, si terrà un incontro pubblico di approfondimento e confronto dedicato alla memoria, alla storia delle persecuzioni e alle loro risonanze nel mondo contemporaneo. L’iniziativa intende offrire strumenti critici per comprendere come l’odio e la propaganda si siano trasformati nel tempo, mantenendo però meccanismi ricorrenti e riconoscibili.

Durante l’incontro si parlerà delle persecuzioni subite dalle persone LGBTQIA+ da parte dei regimi nazi-fascisti in Germania e in Italia, della Shoah e dei parallelismi tra le legislazioni discriminatorie che hanno reso possibile lo sterminio e altre forme di esclusione istituzionale. Un’attenzione particolare sarà dedicata alle manipolazioni della propaganda contemporanea, con un focus sull’antisemitismo storico russo-sovietico e sulle sue rielaborazioni nella propaganda russa attuale.

All’iniziativa partecipano Raffaele Sabbadini, Presidente di Keshet Italia, Alessandro Vitale dell’Università Statale di Milano, e Roberto Damico, attivista e membro della Collettiva Shani. L’incontro sarà moderato da Nicola Bertoglio di Certi Diritti e da Federica Valcauda di Europa Radicale.

L’appuntamento si terrà presso la Casa dei Diritti, in via De Amicis 10, a Milano.

Ricordare significa agire. La memoria è uno strumento di difesa della democrazia e della libertà.