Dichiarazione di Laura Botti e Giulio Manfredi (Europa Radicale):

“Domani 30 settembre alle 18:30, a Bari, presso la sede di Marx21 Edizioni il Comitato Articolo 11 presenta la rassegna “Il lunedì di RT”, con la proiezione del documentario “Ucraina. I signori delle armi”, prodotto da RT (Russia Today), ente soggetto a sanzioni in base al Regolamento Europeo 350/2022 perchè fa parte degli strumenti con cui la Federazione Russa sostiene la guerra di aggressione contro l’Ucraina in violazione del diritto internazionale.

Nell’ambito del nostro lavoro di monitoraggio “La Peste Putiniana”, denunciamo con forza questa ulteriore evoluzione delle attività di guerra ibrida del Regime del Cremlino nel nostro Paese. Secondo quanto ci risulta, a Bari nella stessa sede si sono già svolti almeno 3 eventi di diffusione dei documentari di RT: il 9 gennaio 2025, il 27 luglio 2025 e il 14 ottobre 2025. Ora l’intento dichiarato esplicitamente è di utilizzare la stessa sede per diffondere i prodotti di RT in modo continuativo: è evidente che lo scopo sia raggiungere il maggior pubblico possibile, per cui a nostro avviso questi eventi non possono essere trattati come puramente privati. E’ inaccettabile che ci sia un luogo, a prescindere dalla sua natura, che di fatto diventerà una succursale di un ente sanzionato dall’Unione Europea e che vedrà come ospite fisso Vincenzo Lorusso, dipendente di RT, in collegamento da Luhansk, territorio illegalmente occupato dall’esercito russo. Il dibattito è libero ma la propaganda di guerra mascherata da giornalismo non può continuare a infiltrarsi impunemente in Italia, parassitando e sfruttando come aggancio una fitta rete di associazioni, movimenti, testate giornalistiche del nostro Paese.

Ricordiamo che nella recente sentenza “Traugott Ickeroth”, la Corte di Giustizia dell’UE ha stabilito che la diffusione di questi contenuti è vietata a prescindere dalla natura degli “operatori” e con questo termine si intende qualsiasi persona responsabile della messa a disposizione dei contenuti, direttamente o indirettamente. Non è rilevante che la diffusione si svolga o meno nell’ambito di un’attività economica e non sono rilevanti la portata e la durata dell’attività.  

Chiediamo alla Prefettura e Questura di intervenire con tutti gli strumenti a loro disposizione, al Comune di Bari e alla Regione Puglia di prendere posizione pubblicamente e alla cittadinanza di unirsi alla nostra azione di denuncia.

Rinnoviamo, inoltre, la nostra richiesta al Governo Italiano di emanare gli atti necessari a rendere pienamente effettive le norme dettate dalla legislazione europea.”