È stato lanciato nei giorni scorsi da Europa Radicale un Appello al Salone Internazionale del Libro di Torino affinché l’Ucraina sia invitata al prossimo Salone come ospite “speciale”.
Dichiarazione di Igor Boni, presidente di Europa Radicale:
”È noto che la prossima edizione vedrà la “letteratura catalana” ospite d’Onore: il nostro appello non chiede di modificare scelte e procedure già in corso, bensì di prevedere un ruolo di significativo rilievo per la letteratura ucraina che potrebbe affiancare la letteratura catalana; un modo concreto per testimoniare vicinanza, solidarietà e sostegno al mondo della cultura ucraina che sta subendo attacchi senza precedenti dalla Russia.
Al di là delle evidenti e comprensibili difficoltà organizzative e logistiche si tratterebbe di una scelta non burocratica ma dall’altissimo valore civile, politico e culturale. La Russia di Vladimir Putin, infatti, sta intensificando, proprio in questi mesi cruciali di inizio anno scolastico, i bombardamenti alle infrastrutture culturali con l’intento di annientare una storia, una cultura, in una parola l’identità del Paese. La distruzione tra luglio e agosto di circa 20 milioni di libri dimostra senza dubbi quali sono gli obiettivi del Cremlino. A nostro avviso occorre rispondere. L’invito all’Ucraina sarebbe una risposta incisiva e lungimirante.
Ringrazio sin da ora dell’adesione le oltre cento personalità del mondo della cultura, dell’editoria, dell’istruzione che sono divenuti i primi firmatari della nostra proposta”.
Da oggi l’appello può essere liberamente sottoscritto al seguente link: https://europaradicale.eu/appello-ucraina-salone-libro/
tra i primi firmatari si segnalano:
Angelo Pezzana, fondatore del Salone del Libro, Oleksandr Krasovitsky, fondatore di Folio, una delle più importanti case editrici ucraine, Tatiana Yankelevich figlia di Elena Bonner Sakharova, Andrei Kurkov scrittore ucraino, Andrea Bozzo artista e vignettista, Elena Kostioukovitch scrittrice e traduttrice, Anna Zafesova, giornalista e scrittrice, Artem Chapeye scrittore, Pietro D’Amore editore, Ezio Quarantelli, editore, Francesco Cataluccio scrittore e studioso della letteratura mitteleuropea, Simone Lenzi scrittore, cantautore e traduttore, Elisabetta Liguori scrittrice, Gaia Manzini scrittrice, Matteo Marchesini critico letterario, Gianluigi Ricuperati scrittore, Luca Leone, editore, Maria Cecilia Castagna, editore, Giovanna Rosadini poetessa, Marina Sorina scrittrice e traduttrice, Guido Vitiello scrittore e docente di Cinema La Sapienza, Simone Attilio Bellezza Scrittore e docente di Storia contemporanea Uni Piemonte Orientale, Carla Chiummo docente di Letteratura italiana UniBA, Ermanno Malaspina docente di Lingua e Letteratura Latina UniTO e membro dell’Accademia delle Scienze, Vittoria Martinetto traduttrice e docente di Lingua e letterature ispano-americane UniTO, Enrico Mattioda docente di Letteratura italiana UniTO, Giuseppe Noto docente di Filologia romanza UniTO, Guido Prato Previde docente di Psicologia della comunicazione UniMI, Roberto Rosselli del Turco docente di Filologia germanica UniTO, Daniela Santus docente di Geografia culturale UniTO, Valerio Sanzotta docente di Filologia della Letteratura Italiana UniPegaso, Iole Scamuzzi docente di Letteratura spagnola UniTO, Luigi Silvano docente di Studi bizantini UniTO, Patrizia Tosini docente di Storia dell’arte Uni Roma Tre, Sofia Ventura docente di Scienze politiche UniBO, Alessandro Vitale docente di Geografia economico-politica UniMI, Federigo Argentieri docente universitario, Cesare Galli docente universitario, Viktoriia Lapa docente universitario, Andrea Atzeni professore di Storia e Filosofia Milano, Lorenzo Strik Lievers storico, già Parlamentare, Alessandro Litta Modignani coordinatore Ponte Atlantico, Martin Ebert traduttore e giornalista, Irene Abigail Piccinini traduttrice e bibliotecaria, Claudia Zonghetti traduttrice, Lisa Borgiani artista e fotografa, Katia Margolis artista, scrittrice e traduttrice, Andrée Ruth Shammah regista e impresaria teatrale, Georgia Manzi giornalista e scrittrice, Carmelo Palma direttore di «Strade», Andrea Valesini corrispondente di guerra, Gianni Vernetti giornalista e saggista, Antonella Castelnuovo saggista, Davide Cavaliere saggista, Francesco Lucrezi saggista, Francesco Benedetti storico, Giulia De Florio presidente di Memorial Italia, accademica, Davide Romano direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, Marco Cappato, Giorgio Arfaras economista, Massimiliano Di Pasquale direttore Osservatorio Ucraina dell’Istituto di Scienze Sociali e Studi Strategici Gino Germani, Fania Cavaliere presidente Centro Artistico Alik Cavaliere, Lorenzo Ceva Valla fotografo e attivista, Nino Grdzelidze interprete e attivista georgiana, Primo Mastrantoni presidente comitato tecnico-scientifico ADUC, Svitlana Tereschenko presidente Associazione culturale Boristene, Alberto Cavicchiolo imprenditore e docente.
Appello per l’Ucraina al Salone Internazionale del Libro di Torino:
Noi sottoscritti chiediamo al Salone Internazionale del Libro di Torino che l’Ucraina sia il Paese ospite della prossima edizione. Una proposta che è, insieme, culturale, politica e civile.
L’Ucraina è la frontiera della resistenza europea contro l’aggressione criminale della Federazione Russa. Il valore degli editori e degli autori ucraini – vecchi e nuovi – deve essere riconosciuto anche come testimonianza di resistenza attiva di un’intera società che rifiuta di sottomettersi ai crimini del Cremlino. In oltre quattro anni di guerra su vasta scala la Russia ha colpito ripetutamente e deliberatamente l’intera filiera editoriale e culturale ucraina: case editrici, tipografie, magazzini, poli logistici, biblioteche, librerie, archivi, fiere. Nel solo 2026 ha distrutto oltre 10 milioni di volumi con conseguenze gravissime per il settore editoriale e il sistema scolastico, oltre che con l’obiettivo di cancellare una storia e una cultura.
In continuità con i metodi sovietici, oggi il regime russo tenta di annientare un Paese e il suo popolo anche a partire dalla distruzione della sua cultura: la lingua ucraina, gli autori ucraini, le opere letterarie ucraine non solo non devono essere conosciute, ma vengono intenzionalmente distrutte. Per il regime di Vladimir Putin la cultura è anche – e da sempre – strumento attivo di propaganda e di guerra ibrida contro l’Europa. È per questo che chiediamo alla più importante manifestazione nel campo dell’editoria del nostro Paese, il Salone Internazionale del Libro di Torino, di promuovere una grande iniziativa di solidarietà e di visibilità a favore del mondo culturale ucraino, colpito e devastato da una feroce guerra di annientamento.
Invitare l’Ucraina come ospite d’onore significherebbe anche sostenere il coraggio degli editori che danno voce a chi rischia di non avere più voce e quello degli autori che rifiutano di essere zittiti. Significherebbe riconoscere il ruolo di attore culturale di chi ha deciso di investire per far conoscere una società che rischia di essere privata persino degli strumenti attraverso cui raccontare e tramandare la propria storia.
Con speranza!
