Giulio Manfredi e Federica Valcauda (Europa Radicale):


Dobbiamo purtroppo segnalare che, a fronte di una dura presa di posizione della
Commissaria Europea all’allargamento, Marta Kos, contro la glorificazione del
criminale di guerra Ratko Mladic da parte delle autorità della Serbia, il governo
italiano è rimasto silente ed ignavo. Nessuno ha ricordato ai vari Meloni, Tajani,
Nordio che il loro silenzio non era d’oro, visto che l’Italia aveva dato al Tribunale
Penale Internazionale ad hoc sull’ex Jugoslavia (voluto,innanzitutto, dai radicali di
Marco Pannella, Emma Bonino ed Olivier Dupuis) il suo primo presidente, il grande
giurista Antonio Cassese. Non solo: l’Italia ha avuto l’onore di dare i natali alla
Corte Penale Internazionale dell’Aia, con l’approvazione dello “Statuto di Roma”
(17 luglio 1998).
Il ministro Nordio ha passato il mese di agosto dilettandosi con la pubblicazione a
puntate su un quotidiano della sua rievocazione del processo di Norimberga ai
criminali nazisti (l’anno scorso si era dedicato al processo di Ponzio Pilato contro
Gesù il Nazareno). Sarebbe bello se il ministro Nordio, alla ripresa autunnale dei
lavori, spostasse la sua attenzione dai crimini passati a quelli presenti e futuri,
tirando fuori dai cassetti del ministero della Giustiiza il testo del “Codice dei crimini
internazionali” (il grosso del lavoro è già stato fatto dal predecessore di Nordio,
Marta Cartabia) – che l’Italia avrebbe dovutto approntare ed emanare nel lontano
2002 – e lo presenti in Parlamento per la sua approvazione, prima del termine della
legislatura.
Sarebbe un bel modo per dare alla scomparsa di Ratko Mladic una valenza positiva,
utile a contrastare e a combattere giuridicamente chi, come Vladimir Putin, ha
utilizzato tutto il know how delle guerre balcaniche per massimizzare i suoi crimini
in Cecenia, Georgia, Siria ed Ucraina.