«La decisione del presidente serbo Aleksandar Vučić di promuovere i funerali di Stato per Ratko Mladić è un insulto intollerabile alla memoria delle vittime e un attacco frontale ai valori dell’Unione Europea. Non si possono tributare onori solenni a chi è stato condannato all’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità per il massacro di Srebrenica e l’assedio di Sarajevo».
È quanto dichiarano in una nota Igor Boni e Federica Valcauda di Europa Radicale, lanciando un appello urgente all’Alta Rappresentante UE Kaja Kallas e alla Commissaria europea all’Allargamento Marta Kos.
«Come radicali – prosegue la nota – raccogliamo e rivendichiamo la memoria di Marco Pannella, che per primo denunciò la barbarie nazionalista nei Balcani, recandosi a Sarajevo sotto le bombe e battendosi per l’istituzione del Tribunale dell’Aja affinché i criminali di guerra non restassero impuniti. Riabilitare oggi il “macellaio dei Balcani” con le insegne dello Stato significa compiere un’aggressione alla verità storica e alla legalità internazionale».

«L’Unione Europea non può voltarsi dall’altra parte. Chiediamo a Kaja Kallas e Marta Kos una condanna immediata e senza appello di questa provocazione revisionista. Il percorso di adesione della Serbia all’UE deve essere vincolato al rigetto del negazionismo: chi glorifica il genocidio non ha spazio nella casa comune europea», concludono.