“Ieri alla Camera è andato in scena l’ennesimo spettacolo degradante di una politica ridotta a scontro tra curve ultras, mentre la democrazia del nostro Paese continua a sgretolarsi sotto i colpi del disinteresse per i diritti dei cittadini elettori che si dice di voler riportare alle urne. Sulla bocciatura dell’emendamento per il ripristino delle preferenze nella legge elettorale, la verità è una sola: non si salva nessuno” affermano Igor Boni e Federica Valcauda di Europa Radicale.
“Non si salva la destra che vuole modificare per l’ennesima volta la legge elettorale in prossimità del voto mentre la ‘Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto’, nota come ‘Commissione Venezia’ del Consiglio d’Europa afferma che le leggi elettorali non vanno cambiate nell’anno precedente alle elezioni. Una maggioranza che si è presentata in Aula con un emendamento strutturalmente mozzato, concepito più come bandierina elettorale che come reale volontà di restituire lo scettro della scelta ai cittadini e che è stato affossato da decine e decine di franchi tiratori nel voto segreto.
Ma non si salva nemmeno la sinistra, che ieri ha esultato in Aula con cori da stadio per la bocciatura. Un’esultanza indecorosa fatta da chi in larga parte ha votato contro non per disaccordo ma per calcolo tattico e di puro posizionamento contro il governo.
In mezzo a questo scontro tra tifoserie, restano i cittadini italiani, ostaggi di liste bloccate e di parlamentari nominati dai capi di partito nelle segrete stanze.
Possiamo fare un parallelismo con la negazione sistematica dell’Articolo 49 della Costituzione: i partiti non concorrono con metodo democratico a determinare la politica nazionale, ma si sono trasformati in oligarchie chiuse che difendono esclusivamente la propria riproduzione interna: la partitocrazia” aggiungono Boni e Valcauda, che concludono:
“La proposta storica radicale di un sistema maggioritario a turno unico con collegi uninominali continua a restare fuori anche solo dal dibattito. Il problema pero’ non è essere a favore o contro a questa o quella proposta, il fatto è che da tempo si ragiona solo su convenienze di breve termine da una parte e dall’altra fregandosene di costruire un sistema in cui il cittadino sappia esattamente chi vota, scelga direttamente il proprio rappresentante sul territorio e ne valuti l’operato, senza il filtro opaco di partiti che attuano a oltranza una difesa corporativa di un sistema che preferisce i sudditi agli elettori”.
