Laura Botti e Igor Boni (Europa Radicale):
“Domani 30 giugno è prevista, presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo, la proiezione del documentario di RT (Russia Today) “Starobelsk: quei ragazzi non dovevano morire”.
Il Regolamento UE 2022/350 vieta la diffusione dei prodotti di RT in tutta l’Unione Europea e qualsiasi attività mirata a eludere questo divieto. La produzione di film e documentari che distorcono e falsificano l’attualità ed eventi storici è una vera e propria arma che la Federazione Russa utilizza quotidianamente da anni per influenzare l’opinione pubblica europea, con la finalità di indebolire le nostre istituzioni e guadagnare consenso a sostegno delle proprie attività criminali che violano il diritto internazionale.
L’evento di domani è organizzato da Rifondazione Comunista e dal Comitato Viterbo Insieme e vede la partecipazione di Loredana Fraleone e Paolo Ferrero (già Deputato e Ministro della Repubblica) è particolarmente grave perchè organizzato nella sede della Provincia di Viterbo.
Una vera e propria attività bellica, diretta dal Governo autoritario di un Paese dichiaratamente ostile e vietata dalla normativa europea, non è compatibile con il sostegno diretto delle istituzioni e con l’utilizzo di strutture pubbliche.
Il sistema democratico è costantemente preso di mira da Vincenzo Lorusso (ora dipendente di RT) e dagli altri organizzatori che quotidianamente screditano, sbeffeggiano e insultano le nostre istituzioni e i loro rappresentanti, salvo poi dichiararsi vittime di censura e appellarsi ai principi costituzionali che tradiscono con la loro azione.
Abbiamo inviato una PEC di segnalazione alla Provincia e agli altri soggetti interessati. In base al nostro dossier “La Peste Putiniana”, Viterbo risulta tra le città più esposte alla propaganda russa: sono 5 gli eventi organizzati, di cui uno annullato a seguito della nostra segnalazione. La Questura di Viterbo è stata recettiva e attiva nei confronti delle nostre richieste, per cui rinnoviamo il nostro invito a intervenire per vietare la proiezione del documentario e quindi impedire che l’ennesimo colpo di artiglieria della guerra ibrida di Mosca colpisca il cuore della nostra democrazia. Il compagno Marco Setaccioli ha inviato un esposto ai comuni di Bologna, Torino e Roma che hanno agevolato delle proiezioni di RT, sottolineando che ai sensi dell’articolo 275 bis del codice penale è possibile sanzionare le violazioni delle misure restrittive dell’Unione Europea”.
