L’esposto riguarda lo svolgimento l’11 e 12 aprile scorso, nella provincia di Bologna, del festival di RT, canale televisivo russo sanzionato dalla UE per la diffusione di propaganda russa nell’ambito della guerra ibrida di Mosca contro l’Europa.
Dichiarazione di Igor Boni (Presidente di Europa Radicale) e Marco Setaccioli (direttivo di Europa Radicale):
“Alla Procura di Bologna è stato fatto presente che il festival clandestino svoltosi ad aprile ha richiesto una logistica (sala, attrezzature ed altro) che non potevano essere forniti a un ente sanzionato né a pagamento né gratuitamente in base ad un nuovo articolo del codice penale introdotto lo scorso anno (275 bis), che sanziona la violazione delle misure restrittive dell’Unione Europea. E questo vale anche qualora il tutto fosse avvenuto indirettamente, cioè grazie alla schermatura di altre associazioni. Peraltro all’evento c’erano diversi volti noti, alcuni dei quali si sono premurati anche di diffondere video (con pernacchia) indirizzati alla vice presidente del Parlamento europeo Pina Picierno, e ai quali, per ottemperare alla legge, è da verificare che non sia stato offerto neanche un rimborso spese.
Alle altre due Procure di Roma e Torino, abbiamo segnalato la necessità di approfondire i casi di italiani frequentatori degli eventi di RT anche in Russia e Bielorussia, da “invitati”. Qualora questi inviti si fossero tradotti in un rimborso anche solo parziale da parte di RT o di altro ente statale o parastatale sanzionato, ciò potrebbe configurarsi come una violazione di legge.
Contro la guerra ibrida di Mosca che infetta il nostro dibattito pubblico continuiamo a chiedere strumenti anche legislativi più efficaci e mirati. Possiamo però intanto smascherare i miliziani del Cremlino e pretendere il rispetto delle sanzioni europee”
