Nota di Igor Boni e Federica Valcauda (Europa Radicale):
Le nostre democrazie si trovano di fronte a una minaccia informatica e culturale senza precedenti, che richiede un’azione immediata e coordinata a livello europeo. Un reportage pubblicato da Bloomberg ha svelato l’esistenza di un leak di 73 file segreti provenienti dalla Social Design Agency (SDA), un’entità privata russa già sanzionata dai governi occidentali e strettamente legata al Cremlino. I documenti portano alla luce il cosiddetto “Progetto 2026”: un piano sistematico e transnazionale progettato non più solo per diffondere fake news sui social network, ma per inquinare alla radice le fonti enciclopediche libere come Wikipedia e “addestrare” i principali chatbot di intelligenza artificiale con narrative manipolate e filorusse.
Questo scenario non riguarda paesi lontani, ma tocca direttamente la sicurezza nazionale dell’Italia e la tenuta delle nostre istituzioni.
“I file trapelati dimostrano che la strategia russa prevede la clonazione di portali informativi e il monitoraggio costante di leader politici europei (con focus già attivi in Francia e Germania), catalogando temi e orientamenti per esasperare le fratture sociali. Attraverso l’uso mirato e l’amplificazione algoritmica di hashtag altamente divisivi su temi caldi come la crisi dei migranti, i fallimenti sistemici dello Stato e le ripercussioni dei conflitti internazionali, il Cremlino punta a inoculare contenuti tossici nel nostro dibattito pubblico” dicono Igor Boni e Federica Valcauda, di Europa Radicale.
L’obiettivo è chiaro: manipolare i motori di ricerca e i modelli di intelligenza artificiale usati quotidianamente da milioni di cittadini italiani per demolire la fiducia nelle istituzioni democratiche.
“Questi dati dimostrano in modo inequivocabile che la guerra cognitiva di Mosca è entrata in una fase sistemica e ingegneristica”, dichiarano il Presidente e la Tesoriera di Europa Radicale: “Non siamo più di fronte alla pur sistematica propaganda dei troll sui social, ma a un vero e proprio ‘avvelenamento dei dati’ volto a dirottare gli algoritmi che governano l’accesso all’informazione globale. Chiediamo con urgenza al governo italiano, al Garante per la Protezione dei Dati Personali e alla Commissione Europea di istituire immediatamente una task force di sicurezza algoritmica. È necessario obbligare i grandi provider tecnologici e gli sviluppatori di intelligenza artificiale a verificare i propri dataset di addestramento, in particolare per le lingue europee diverse dall’inglese, che l’intelligence segnala come le più vulnerabili a questa infiltrazione. Difendere Wikipedia e l’integrità dell’IA oggi significa difendere lo stato di diritto e la libertà dei cittadini” concludono.
Link all’inchiesta originale di Bloomberg:
https://www.bloomberg.com/news/features/2026-06-23/leaked-files-show-russia-s-plan-to-influence-ai-and-search-results
