PER UN’EUROPA CAPACE DI DIFENDERE LA LIBERTÀ

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    Superare il diritto di veto. Costruire la difesa comune europea.

    La celebrazione della Festa dell’Europa ci ha fatto comprendere che non possiamo fermarci. L’Unione Europea è nata dalle macerie della guerra e dall’idea che la pace, la democrazia e la libertà potessero essere garantite solo attraverso un destino comune tra i popoli europei. Oggi quell’idea è sotto attacco. Dal 24 febbraio 2022 la Federazione Russa conduce contro l’Ucraina una guerra di aggressione fondata sul terrore contro la popolazione civile. Decine di migliaia di droni e missili sono stati lanciati contro città, ospedali, scuole, teatri, stazioni ferroviarie, condomini, reti energetiche e infrastrutture indispensabili alla sopravvivenza di milioni di persone. Contestualmente, la Federazione Russa si serve della guerra ibrida contro le democrazie europee, per destabilizzarle e allontanare i cittadini dall’idea di un’Europa forte e indipendente. Di fronte a questa tragedia, l’Europa ha mostrato solidarietà, ma anche lentezze, divisioni e paralisi. Il principio dell’unanimità continua a impedire all’Unione Europea di agire con la rapidità, la coerenza e la forza necessarie davanti alle grandi crisi storiche. Un’Europa che può essere bloccata dal veto di un singolo governo non è ancora una vera comunità politica. Non può difendere efficacemente i propri valori, la propria sicurezza e il proprio futuro. Per questo chiediamo il superamento del diritto di veto nelle decisioni fondamentali dell’Unione Europea, a partire dalla politica estera, dalla sicurezza comune e dalla difesa dei diritti fondamentali. Questo passo decisivo rappresenta la precondizione per una difesa comune europea: un progetto condiviso capace di unire gli Stati membri nella responsabilità della pace, della sicurezza collettiva e della protezione delle democrazie europee. Oggi l’Ucraina non difende soltanto sé stessa. Difende il principio secondo cui i confini non si cambiano con la forza, secondo cui le democrazie hanno il diritto di esistere, secondo cui i popoli devono poter scegliere liberamente il proprio destino. Proteggere i civili ucraini significa proteggere il diritto internazionale, la dignità umana e la sicurezza dell’intero continente europeo. Se l’Ucraina cade, cade anche l’idea di un’Europa libera, democratica e capace di proteggere i propri cittadini. Per questo crediamo che il futuro dell’Ucraina debba essere dentro l’Unione Europea.

    La nostra richiesta

    Chiediamo ai Governi, ai Parlamenti nazionali, al Parlamento Europeo, alla Commissione Europea e al Consiglio Europeo di attivarsi con determinazione per creare le giuste condizioni affinché venga abolito il diritto di veto. Crediamo che sia arrivato il momento per l’Europa di scegliere: restare un’unione incompiuta, paralizzata dai veti e dalle paure, oppure diventare finalmente una vera comunità politica, democratica e solidale, capace di difendere la libertà e la pace. L’Europa non può nascere davvero senza Kyiv. E Kyiv oggi resiste anche per noi. Prime firme: