Nota di Igor Boni e Beatrice Pizzini:

Sabato 18 aprile a Milano si terrà il Remigration Summit 2026, incontro promosso da reti e attori della destra identitaria europea che da tempo sostengono politiche di “remigrazione”, ovvero il rimpatrio non solo di migranti irregolari, ma anche, nelle formulazioni più estreme, di cittadini regolari e naturalizzati ritenuti “non assimilati”.
Si tratta di un’impostazione che solleva interrogativi profondi sul rispetto dei principi fondamentali dello stato di diritto, della non discriminazione e dell’uguaglianza davanti alla legge, che costituiscono il fondamento delle democrazie europee. Negli ultimi anni, il concetto di remigrazione è progressivamente entrato nel dibattito politico europeo, trovando eco in alcune forze politiche e rappresentanti istituzionali, tra cui esponenti della Lega come Roberto Vannacci e Isabella Tovaglieri, e realtà politiche come Alternative für Deutschland e Forum for Democracy. Questa evoluzione è pericolosa e profondamente discriminatoria.
Il rischio per il futuro è che concetti nati in contesti estremisti vengano progressivamente normalizzati, contribuendo a spostare i confini del dibattito pubblico verso posizioni incompatibili con i diritti fondamentali sanciti dalle costituzioni europee.
Per queste ragioni, riteniamo necessario porci dalla parte opposta, continuando a sostenere il valore dello stato di diritto e dei principi costituzionali, che persone come Vannacci non hanno interesse a tutelare.
Aderiamo alle mobilitazioni previste a Milano contro l’incontro sulla ‘Remigration’ e saremo presenti nelle piazze della città.