Dichiarazione di Igor Boni e Federica Valcauda (Europa Radicale):
“A fine del 2025 in conseguenza dell’invasione su larga scala della Russia in Ucraina, della minaccia all’Europa e dei crimini contro l’umanità commessi dall’esercito del Cremlino su mandato di Vladimir Putin, gli eurodeputati e i governi dell’Ue – Italia compresa – hanno raggiunto un accordo storico per eliminare gradualmente il gas russo entro il 30 settembre 2027, ponendo fine a 57 anni di relazioni energetiche tra l’Ue e Mosca. Il Ministero dell’Economia italiano ha confermato Claudio Descalzi come amministratore delegato di Eni pochi giorni or sono. Che Descalzi ora inviti a rivedere il bando al gas russo può avere solo due conseguenze data la gravità e l’importanza strategica di tale affermazione: o il Governo ufficializza un cambio di opinione in merito allo stop al gas russo riaprendo la stagione del cappio energetico di Mosca o Descalzi di deve dimettere da Amministratore delegato dell’ENI.
Giova ricordare, per le memorie deboli, che proprio l’ENI – guidata da Scaroni ora presidente dell’ENEL – è stato un partner fondamentale di Gazprom per portare il gas russo in Italia e in Europa consentendo a Putin di impostare e attuare il proprio ricatto energetico contro ciascun cittadino europeo. C’è chi come noi lo ha denunciato ininterrottamente per decenni, c’è chi ha fatto finta di nulla. Sono proprio coloro che si sono voltati costantemente dall’altra parte che oggi sarebbero pronti a riaprire i rapporti con il criminale di Mosca”.