Giulio Manfredi e Federica Valcauda (Europa Radicale):

Andrea Delmastro si è dimesso ieri sera da sottosegretario al Ministero di Giustizia. Diciamolo: Delmastro avrebbe dovuto dimettersi già tre anni fa dopo il “caso Cospito” o in questi tre anni per la sua gestione fallimentare del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP) e delle carceri italiane. L’ha fatto, invece, per una “leggerezza” (parola sua): non avere controllato di avere aperto la società “5 Forchette Srl” con la figlia di un prestanome della camorra. Nessun reato penale, intendiamoci; ma un grave errore politico, inescusabile.
Le stesse considerazioni si possono fare nei confronti di Elena Chiorino (Vice presidente Regione Piemonte, Assessore Istruzione e Lavoro), socia con Delmastro della società suddetta. Lo ripetiamo: nessun reato penale ma grave errore politico e grave mancanza amministrativa. Infatti, la legge regionale piemontese n. 28/2021 impone a Assessori e Consiglieri regionali di dichiarare le proprie partecipazioni in società all’inizio del mandato e le eventuali variazioni. La Chiorino avrebbe dovuto dichiarare la partecipazione nella società (costituita il 16 dicembre 2024) nel corso dell’anno 2025 (art. 3 legge citata). Non l’ha fatto. Elena Chiorino avrebbe potuto ammettere pubblicamente il suo errore di valutazione quando ha venduto la sua quota dopo aver saputo delle controversie giudiziarie di Mauro Caroccia . Non l’ha fatto.
Andrea Delmastro, pur con grave ritardo (avrebbe dovuto dimettersi prima dell’esito del voto referendario, per evitare strumentalizzazioni), ha preso atto della sua posizione insostenibile e si è dimesso. Elena Chiorino faccia altrettanto.